Clarity Act, Coinbase vede una sponda nei democratici giovani
Coinbase vede progressi sul Clarity Act: per Shirzad i democratici più giovani capiscono la tecnologia e possono sbloccare il testo al Congresso statunitense.

Il percorso del Clarity Act riaccende il dibattito a Washington sulle regole per gli asset digitali, con Bitcoin ancora al centro della partita politica. Coinbase ritiene che il testo possa avanzare nonostante le resistenze di una parte dei democratici, soprattutto tra i parlamentari più anziani. Bitcoin Magazine ha riportato le parole di Faryar Shirzad, responsabile delle politiche pubbliche di Coinbase, intervenuto nel programma Rising di The Hill. Shirzad ha sostenuto che sulle criptovalute esista una convergenza più ampia di quanto appaia dal confronto pubblico e ha indicato nei democratici più giovani una componente favorevole a chiudere il dossier.
Il punto politico, secondo la ricostruzione, è che una parte dell’opposizione sarebbe legata anche a una frattura generazionale. I legislatori più vicini alla trasformazione tecnologica capirebbero meglio, nella lettura di Shirzad, come i pagamenti e la finanza digitale stiano cambiando le abitudini economiche e richiedano un adeguamento del quadro normativo. Il Clarity Act è diventato uno dei testi più seguiti dal settore, perché punta a ridurre l’incertezza che pesa sulle imprese di criptovalute negli Stati Uniti.
La discussione si inserisce nella stessa traiettoria analizzata nei giorni scorsi, quando Bessent aveva rilanciato il tema citando Satoshi e quando lo stallo sul Clarity Act era stato indicato come un freno per le criptovalute. Shirzad ha anche lasciato intendere che diversi nodi procedurali sarebbero ormai stati affrontati, inclusi quelli legati a etica e nomine. La sua posizione è che, con un testo bipartisan sul merito, il Congresso abbia le condizioni per proseguire, anche se non sono stati indicati tempi certi per il passaggio legislativo.
Per il mercato, la notizia non cambia automaticamente la direzione dei prezzi, ma conferma quanto la regolamentazione statunitense resti una variabile centrale per l’intero comparto. Chi segue il tema dal lato operativo può inquadrare il contesto nella guida su comprare Bitcoin, mentre il caso Coinbase resta collegato anche alla fiducia di Wall Street dopo i risultati societari, già discussa nell’analisi su Coinbase inciampa sui conti. L’effetto politico del Clarity Act non riguarda solo Bitcoin.
Il calendario del Congresso ha già inciso sul sentiment di altri token, come XRP, dopo la fase descritta nell’articolo su XRP sotto pressione prima della Fed, segnale che gli operatori continuano a leggere la regolamentazione come una variabile di mercato. La prossima fase sarà quindi misurata sulla capacità dei sostenitori del testo di trasformare il sostegno bipartisan in voti effettivi. Per Coinbase, la chiave resta l’emersione di una nuova leva di parlamentari democratici più disposta a trattare le criptovalute come un settore da regolare, non soltanto come un rischio da contenere.