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Coinbase inciampa sui conti, Wall Street divisa sulla ripresa

Coinbase manca le attese nel secondo trimestre: ricavi e guidance deludono, mentre Wall Street resta divisa sui tempi della ripresa.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Coinbase inciampa sui conti, Wall Street divisa sulla ripresa

Coinbase ha chiuso un secondo trimestre più debole delle attese e ha riaperto il confronto a Wall Street sui tempi di una ripresa del settore. Il quadro resta appesantito da volumi ridotti, prezzi delle criptovalute meno favorevoli e una guidance prudente per il trimestre in corso, mentre Bitcoin scambia a 62.710 dollari, in calo del 3,20% nelle ultime 24 ore. CoinDesk ha riportato che la società ha registrato 1,22 miliardi di dollari di ricavi e 208 milioni di dollari di EBITDA rettificato, valori inferiori alle stime su quasi tutte le principali metriche operative.

La debolezza non è stata letta dagli analisti come un problema esclusivamente aziendale, ma come il riflesso di una fase di mercato tra le più difficili degli ultimi anni per il trading criptovalute. CNBC ha indicato che Coinbase ha riportato una perdita di 359,5 milioni di dollari, pari a 1,36 dollari per azione, nel trimestre chiuso il 30 giugno. Un anno prima la società aveva registrato un utile di 1,43 miliardi di dollari, pari a 5,14 dollari per azione, ma il confronto resta condizionato dalle regole contabili che impongono la valutazione delle riserve in criptovalute ai prezzi di fine periodo.

Il titolo Coinbase è sceso negli scambi prolungati dopo la pubblicazione dei risultati, confermando la pressione già emersa nella nostra analisi su Coinbase delude Wall Street: titolo giù dopo conti e ricavi sotto attese. La società ha mancato le previsioni di Wall Street per ricavi e utili per il terzo trimestre consecutivo, un segnale che gli investitori stanno valutando con cautela nonostante gli sforzi di diversificazione. Il punto più delicato riguarda le prospettive del terzo trimestre, arrivate sotto il consenso e sufficienti a spingere diverse case di analisi a ridurre stime e prezzi obiettivo.

CoinDesk ha riferito che anche le letture più costruttive hanno riconosciuto la debolezza del periodo, pur attribuendola soprattutto a prezzi depressi e a minori volumi sul mercato spot, temi già anticipati nel pezzo su Coinbase verso conti deboli: Wall Street guarda alle nuove regole. La divisione tra gli analisti non riguarda tanto la solidità di lungo periodo della piattaforma, quanto il momento in cui il ciclo delle criptovalute potrà tornare a sostenere ricavi e margini. Alcune valutazioni hanno sottolineato che Coinbase avrebbe continuato a guadagnare quote di mercato anche in un settore in contrazione, mentre altre restano più caute davanti a un contesto di volumi spot ancora contenuti e a una domanda retail meno brillante.

Un elemento positivo è arrivato dalle entrate da abbonamenti e servizi, che hanno pesato di più sul fatturato complessivo e restano centrali nella strategia per ridurre la dipendenza dalle commissioni di negoziazione. Tuttavia, il trimestre ha mostrato che questa diversificazione non basta ancora a compensare pienamente l’impatto di un mercato meno dinamico, soprattutto quando gli ETF su criptovalute attraversano fasi di deflusso e la propensione al rischio si riduce. Il contesto macro resta una variabile decisiva.

Il clima di tassi elevati e volatilità sui mercati, richiamato anche nel nostro approfondimento Fed divisa sui tassi: Wall Street teme mosse meno prevedibili, limita l’appetito per gli asset rischiosi e pesa sulle piattaforme più esposte all’attività degli investitori. In parallelo, il dibattito normativo statunitense continua a incidere sulle attese, come emerso nel caso Bessent spinge il Clarity Act citando Satoshi: la partita Usa su Bitcoin si scalda. Per Coinbase, dunque, il secondo trimestre non sembra aver cambiato la tesi di lungo periodo dei sostenitori, ma ha reso più incerto il calendario della ripresa.

Wall Street resta divisa tra chi vede nei numeri deboli un passaggio ciclico e chi preferisce attendere segnali più chiari su volumi, prezzi delle criptovalute e stabilizzazione della domanda istituzionale.

Fonti - CoinDesk

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