Coinbase divide Wall Street dopo trimestrale sotto le attese
Coinbase cala dopo risultati trimestrali deludenti: Wall Street taglia alcuni target, ma resta divisa sulla crescita oltre le commissioni di scambio.

Coinbase è tornata sotto pressione dopo risultati del secondo trimestre inferiori alle attese, con il titolo in calo negli scambi prolungati e gli analisti divisi sulla traiettoria della società. CNBC ha indicato che la piattaforma ha registrato una perdita più ampia del previsto, mentre The Block ha riportato una revisione al ribasso di alcuni obiettivi di prezzo da parte di Wall Street. La società ha chiuso il trimestre terminato il 30 giugno con una perdita di 359,5 milioni di dollari, pari a 1,36 dollari per azione, contro un utile di 1,43 miliardi, o 5,14 dollari per azione, nello stesso periodo dell’anno precedente.
CNBC ha sottolineato che si tratta del terzo trimestre consecutivo in cui Coinbase manca le previsioni su ricavi e utili, un passaggio già anticipato dal mercato nella nostra analisi su Coinbase verso conti deboli. Il contesto non ha aiutato: Bitcoin scambia a 63.110,01 dollari, in rialzo dello 0,35% nelle ultime 24 ore, ma nel trimestre la principale criptovaluta si è mossa in una fascia relativamente stretta. CNBC ha collegato la debolezza anche ai deflussi dai prodotti quotati, un tema centrale per chi segue gli ETF su criptovalute e l’appetito istituzionale verso il settore.
Il punto meno negativo arriva dai ricavi non legati direttamente agli scambi, perché la quota da abbonamenti e servizi ha pesato di più sul totale. È qui che si concentra una parte del dibattito: Coinbase deve dimostrare che la crescita può andare oltre le commissioni di negoziazione, un rischio strutturale per molte società esposte al trading criptovalute. CNBC ha ricordato anche che il risultato netto di Coinbase può essere distorto dai principi contabili applicati alle grandi riserve in criptovalute detenute in bilancio.
Le oscillazioni di Bitcoin e degli altri asset possono quindi incidere sugli utili dichiarati anche quando non avvengono vendite effettive, rendendo più complessa la lettura del conto economico. The Block ha riportato che il taglio degli obiettivi di prezzo non ha prodotto una lettura univoca tra gli analisti. Una parte del mercato vede nella diversificazione dei ricavi e nelle nuove regole statunitensi un possibile sostegno, come emerso anche nel nostro approfondimento sul Clarity Act e Coinbase, mentre altri restano cauti sulla ripresa dei volumi.
La pressione arriva inoltre in una fase in cui gli investitori continuano a misurare il rischio con tassi elevati e mercati azionari più selettivi. Il tema macro resta rilevante per gli asset rischiosi, come mostrato dalla recente analisi sulla Fed divisa sui tassi, perché un costo del denaro più alto tende a ridurre la propensione verso criptovalute e titoli ad alta crescita. Per Coinbase, i prossimi trimestri serviranno a verificare se la maggiore incidenza di servizi ricorrenti, custodia e attività collegate all’ecosistema digitale possa compensare la ciclicità degli scambi.
La reazione di Wall Street segnala che la diversificazione è apprezzata, ma non ancora sufficiente a cancellare i dubbi aperti dalla debolezza dei conti e dal percorso ancora incerto di Bitcoin.