ETF Bitcoin, patrimonio tornato ai livelli della vittoria di Trump
Gli ETF spot su Bitcoin tornano a 77,58 miliardi di dollari di patrimonio netto: svanito il rally post-elettorale nonostante regole più favorevoli.

Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno perso tutto il vantaggio accumulato dopo la vittoria elettorale di Donald Trump. CoinDesk ha riportato che al 9 giugno il patrimonio netto complessivo degli 11 fondi era pari a 77,58 miliardi di dollari, un livello sostanzialmente in linea con quello osservato subito dopo il voto di novembre 2024. Il dato segnala una frattura tra l’ambiente politico più favorevole alle criptovalute e la disponibilità degli investitori a mantenere esposizione tramite prodotti regolamentati. La frenata non cancella il forte ciclo espansivo seguito all’elezione. Dopo il risultato elettorale, il patrimonio degli ETF aveva superato i 90 miliardi di dollari in circa una settimana, per poi toccare un massimo di 169,54 miliardi nell’ottobre 2025. Da quel picco, però, la traiettoria si è invertita: secondo CoinDesk, i fondi hanno registrato deflussi netti superiori a 5 miliardi di dollari nelle ultime quattro settimane, mentre gli afflussi netti cumulati dalla nascita degli strumenti sono scesi di quasi 9 miliardi rispetto al massimo di ottobre. Il paradosso è che il calo arriva in un contesto regolamentare più accomodante rispetto agli anni precedenti. L’amministrazione Trump ha visto la Securities and Exchange Commission abbandonare alcune azioni esecutive di alto profilo, mentre negli Stati Uniti è stata istituita una riserva strategica in BTC. A Washington procede inoltre il Digital Asset Market Clarity Act, tema che avevamo seguito anche nell’analisi sulla spinta del Clarity Act al Senato, con l’obiettivo di chiarire i confini tra SEC e CFTC. Sul mercato, BTC scambia a 61.578,31 dollari, in lieve calo dello 0,17% nelle ultime 24 ore. La debolezza dei fondi si inserisce in una fase già segnata da oscillazioni più ampie, come emerso nella nostra ricostruzione sulla volatilità legata a ETF e petrolio. Il ritorno dell’attenzione sui deflussi conferma inoltre quanto discusso nell’approfondimento sulla fuga record dai fondi, quando l’area dei 60.000 dollari era apparsa priva di compratori aggressivi. La lettura per il mercato resta prudente: la narrativa politica favorevole non basta, da sola, a sostenere la raccolta. La distinzione tra prezzo spot, veicoli regolamentati e strumenti più speculativi resta centrale anche per chi consulta una scheda informativa su come comprare BTC. Il richiamo al marchio politico di Trump è visibile anche in token come Official Trump, ma gli ETF misurano una domanda diversa: quella di portafogli istituzionali e investitori che cercano esposizione regolamentata. Il punto critico è la domanda effettiva. Se le aspettative post-elettorali avevano incorporato un cambio di passo normativo, oggi il mercato sembra chiedere segnali più concreti su liquidità, rendimento relativo e propensione al rischio. Non a caso, il dibattito sui flussi istituzionali resta aperto: in precedenza avevamo segnalato come alcuni operatori vedessero ancora flussi istituzionali ancora in accumulo, ma i dati aggregati sugli ETF mostrano una dinamica meno lineare. Per ora, gli ETF spot restano un barometro della fiducia più che un semplice prodotto di accesso al mercato. Il ritorno del patrimonio ai livelli di inizio era Trump indica che il capitale entrato sulla promessa di una svolta favorevole può uscire rapidamente se il prezzo perde slancio. La regolamentazione più chiara riduce alcune incertezze, ma non elimina il problema principale: senza nuovi afflussi, il mercato fatica a trasformare il sostegno politico in una tendenza rialzista duratura. ### Fonti - CoinDesk