Salta al contenuto principale

Greggio in rialzo: stop ai colloqui Usa-Iran riaccende Hormuz

Il petrolio recupera dopo il rinvio dei colloqui Usa-Iran in Svizzera; Hormuz resta il nodo chiave per energia e rischio, mentre OP arretra ancora.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Greggio in rialzo: stop ai colloqui Usa-Iran riaccende Hormuz

Il Petrolio Brent è tornato in rialzo venerdì 19 giugno, dopo una seduta inizialmente incerta, perché il rinvio dei colloqui tra Stati Uniti e Iran ha ridotto l’ottimismo su un passaggio rapido dall’intesa provvisoria a un accordo stabile. CNBC ha riportato che il contratto di agosto sul benchmark internazionale saliva dello 0,6% a 80,33 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate di luglio avanzava dell’1,63% a 77,85 dollari. Il punto critico è la riunione che avrebbe dovuto svolgersi a Bürgenstock, in Svizzera, e che non procederà come previsto.

Il ministero degli Esteri svizzero ha indicato lo stop all’appuntamento, mentre la Casa Bianca ha fatto sapere che il vicepresidente JD Vance non sarebbe più partito per la Svizzera, richiamando questioni logistiche ancora irrisolte attorno al negoziato. La reazione del mercato resta legata allo Stretto di Hormuz, passaggio essenziale per i flussi energetici dal Golfo. Vance aveva affermato giovedì che petroliere con oltre 12 milioni di barili avevano attraversato lo stretto durante la notte e che, per la seconda notte consecutiva, l’Iran non aveva colpito navi in transito.

L’assenza di incidenti ha attenuato i timori immediati, ma il rinvio dei colloqui mantiene elevato il premio per il rischio sulle quotazioni. Il movimento del greggio arriva mentre anche gli asset digitali restano sensibili alle notizie geopolitiche e alle aspettative su inflazione e tassi. Il token Optimism scambia a 0,1059 dollari, in calo del 3,81% nelle ultime 24 ore, segnale di una propensione al rischio ancora fragile nel comparto.

Per chi segue la volatilità delle monete digitali, la nostra guida al trading di criptovalute resta un riferimento utile per inquadrare il legame tra shock macroeconomici, liquidità e movimenti di breve periodo. Il quadro si inserisce in una settimana già condizionata da Federal Reserve, tensioni in Medio Oriente e prese di profitto sulle principali valute digitali. Come osservato nell’analisi su Fed dura sui tassi, Bitcoin arretra mentre Wall Street sale ancora, il mercato sta pesando insieme politica monetaria e rischio geopolitico.

La cautela era emersa anche dopo Bitcoin prende fiato dopo l’Iran: tregua accolta con cautela, con gli operatori poco inclini a interpretare la distensione come un segnale definitivo. Per le materie prime, la variabile principale resta la continuità dei flussi fisici attraverso Hormuz, più che le dichiarazioni politiche prese singolarmente. Per le criptovalute a maggiore beta, comprese le criptovalute alternative in rotazione contro Bitcoin, un greggio sostenuto può riaccendere i timori su inflazione importata e rendere più difficile un allentamento delle condizioni finanziarie.

Finché la diplomazia resterà sospesa, il mercato continuerà probabilmente a prezzare scenari divergenti: tregua operativa sul mare, ma negoziato ancora incompleto.

Fonti - CNBC

eToro logo

Copy trading, user-friendly, previsioni gratuite

Apri conto

Il 52% dei conti retail perde denaro facendo trading di CFD con questo fornitore.

Inizia a digitare per cercare

Articoli, news, recensioni broker, criptovalute…

naviga apri esc chiudi