Riserva Bitcoin Usa, il Tesoro procede senza accelerazioni brusche
Scott Bessent conferma al Senato che la riserva strategica Bitcoin avanza con cautela, mentre resta aperto il nodo del Clarity Act negli Stati Uniti.

Bitcoin torna al centro dell’agenda politica statunitense, ma il Tesoro non intende forzare i tempi. Il segretario Scott Bessent ha detto in audizione al Senato che il dipartimento sta lavorando alla riserva strategica voluta da Donald Trump con un approccio graduale, segnalando che il dossier resta aperto ma richiede procedure solide. Decrypt ha riportato che Bessent, davanti alla Commissione Finanze del Senato, ha descritto l’iniziativa come un passaggio complesso e senza precedenti per l’amministrazione federale. Il punto centrale non è soltanto politico: il Tesoro deve definire criteri di custodia, gestione e controllo degli asset digitali pubblici, in un quadro che Bessent ha indicato come terreno nuovo per Washington. Il progetto nasce dall’ordine esecutivo firmato da Trump nel marzo 2025, con cui la Casa Bianca ha impostato una cornice per la gestione delle criptovalute detenute dal governo. Decrypt ha indicato che gli Stati Uniti detengono 328.372 BTC, valutati nella ricostruzione della testata circa 20,6 miliardi di dollari, acquisiti attraverso sequestri penali e civili. La logica della riserva, almeno nella fase iniziale, appare quindi legata alla gestione di patrimoni già entrati nella disponibilità pubblica più che a un piano operativo di acquisti immediati. The Block ha aggiunto che Bessent sostiene anche la spinta estiva sul Clarity Act, il provvedimento con cui il Congresso punta a definire in modo più netto le competenze regolatorie sulle criptovalute. In parallelo resta sullo sfondo il BITCOIN Act della senatrice repubblicana Cynthia Lummis, che autorizzerebbe il governo ad acquistare fino a un milione di BTC: una proposta più ambiziosa, politicamente divisiva e distinta dal lavoro amministrativo già avviato dal Tesoro. La vicenda si inserisce in un confronto più ampio sul rapporto tra politica statunitense e asset digitali. Non riguarda criptovalute politiche di mercato come Official Trump, ma la possibilità che il governo federale tratti una parte delle proprie disponibilità in BTC come riserva strategica. Per chi segue il tema in chiave educativa, la nostra guida su come comprare Bitcoin resta separata da questo dibattito istituzionale: qui il nodo è la gestione pubblica di asset sequestrati e la loro eventuale trasformazione in strumento di politica patrimoniale. La prudenza di Bessent arriva dopo settimane difficili per il comparto. Sul nostro sito abbiamo seguito il calo sotto area 62.000 dollari e le relative liquidazioni in Bitcoin sotto 62.000 dollari: liquidazioni da 1,5 miliardi, oltre al tema dei deflussi dai prodotti quotati in ETF su criptovalute Usa, deflussi record netti da 4,37 miliardi. In questo contesto, una riserva governativa può alimentare aspettative di lungo periodo, ma non elimina la volatilità di breve termine. Resta anche il tema della sostenibilità politica. Le critiche al coinvolgimento di asset digitali nei piani pubblici sono già emerse nel dibattito sui fondi pensione, come raccontato in Pensioni Usa e Bitcoin, Sanders e Warren sfidano il piano Trump. La linea del Tesoro sembra quindi cercare un equilibrio: avanzare sul mandato presidenziale, ma costruire regole e controlli capaci di resistere a contestazioni future. Per il settore delle criptovalute, seguito anche nella nostra guida al trading di criptovalute, il segnale è chiaro: Washington sta lavorando al dossier, ma con tempi istituzionali e non con la velocità tipica dei mercati. ### Fonti - Decrypt