Schiff contro Strategy: 1.665 BTC comprati con azioni MSTR
Peter Schiff contesta la capacità di Strategy di finanziare nuovi acquisti di BTC, dopo 1.665 monete comprate tramite vendite MSTR.

Bitcoin scambia a 85.984,98 dollari, in rialzo dell’1,45% nelle ultime 24 ore, mentre torna al centro il modello di accumulo di Strategy, la società un tempo nota come MicroStrategy. BeInCrypto ha riportato che Peter Schiff sostiene che il rimbalzo di Stretch non abbia davvero riaperto il canale STRC, mentre la società ha comunque acquistato 1.665 BTC tramite vendite di azioni MSTR. Il punto sollevato da Schiff riguarda la qualità del finanziamento, non soltanto la quantità di monete acquistate.
Secondo la ricostruzione di BeInCrypto, il recupero di Stretch non avrebbe ripristinato in modo pieno la via di raccolta legata a STRC, costringendo Strategy a fare ancora affidamento sulla vendita di azioni ordinarie MSTR per sostenere gli acquisti. Per il mercato, la questione è rilevante perché Strategy è diventata uno dei casi più osservati tra le società quotate che usano il capitale azionario per aumentare l’esposizione a BTC. Chi valuta il tema del comprare Bitcoin deve distinguere tra possesso diretto della criptovaluta e strumenti azionari che incorporano leva finanziaria, premio o sconto di mercato e possibili effetti di diluizione per gli azionisti.
La tesi di Schiff è che la capacità di acquisto di Strategy sia più limitata di quanto appaia quando il canale preferenziale non funziona come previsto. La replica implicita nei numeri è che la società ha comunque aggiunto 1.665 BTC alla propria tesoreria, ma il dibattito resta concentrato sul costo del capitale e sulla sostenibilità del ritmo di accumulo su Bitcoin. Il movimento del prezzo mantiene per ora un tono costruttivo, ma non cancella le domande sul finanziamento delle tesorerie aziendali in criptovalute.
Il tema si collega anche al crescente interesse di Borsa per veicoli societari legati agli asset digitali, già emerso nel caso Evernorth e XRP verso il Nasdaq e nell’analisi su Block, Coinbase e Bitcoin prima dei conti. Il contesto politico e regolatorio resta un altro elemento da seguire, soprattutto negli Stati Uniti. Il recente dossier criptovalute legato a Clayton mostra come le decisioni su vigilanza, mercati dei capitali e asset digitali possano influenzare anche la percezione delle società quotate con esposizione significativa al settore.
Per Strategy, il rischio più immediato è la diluizione: vendere azioni consente di raccogliere liquidità, ma può pesare sugli azionisti se il mercato ritiene che il premio incorporato nel titolo non sia più giustificato. È un tema vicino alla fragilità di alcuni rialzi azionari, come discusso anche nell’analisi sul Nasdaq ai nuovi massimi con rally fragile, pur trattandosi di settori e dinamiche differenti. Per ora il dato operativo resta duplice: Strategy ha continuato ad acquistare BTC, ma lo ha fatto tramite vendite di MSTR mentre Schiff contesta la tenuta del meccanismo di raccolta.
Con BTC sopra 85.000 dollari, la sostenibilità finanziaria degli acquisti societari rimane una variabile centrale, distinta dalla direzione di breve periodo del prezzo della criptovaluta.