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South Carolina vara la legge pro Bitcoin: stop alle CBDC statali

Il governatore Henry McMaster firma il Senate Bill 163: tutele per pagamenti, autocustodia e mining, divieto di CBDC per enti statali.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
South Carolina vara la legge pro Bitcoin: stop alle CBDC statali

La Carolina del Sud ha varato una legge favorevole agli asset digitali che tutela l’uso di Bitcoin nei pagamenti e vieta agli enti statali di accettare o imporre valute digitali di banca centrale. La firma del governatore Henry McMaster porta il tema della regolamentazione delle criptovalute su un nuovo terreno: non solo controllo, ma anche protezione esplicita dell’autocustodia. Bitcoin Magazine ha riportato che il Senate Bill 163 è stato firmato il 19 maggio, dopo un passaggio parlamentare con margini molto ampi: 38 voti a 1 al Senato statale e 110 a 1 alla Camera. The Block ha indicato che la legge include anche un sostegno alle attività di estrazione di criptovalute, inserendo la Carolina del Sud tra gli Stati americani più attivi nel definire regole locali per il settore. Il punto centrale della norma è il riconoscimento del diritto di persone fisiche e imprese a usare asset digitali nel commercio. In base al testo, nessun soggetto può essere escluso dall’accettare criptovalute come pagamento per beni e servizi. La distinzione tra pagare in asset digitali e comprare Bitcoin come investimento resta centrale, ma il legislatore statale ha scelto di chiarire che l’uso commerciale non deve essere ostacolato da divieti locali generici. La legge rafforza anche il principio di autocustodia, perché tutela la possibilità di detenere asset digitali in portafogli non custodiali o in portafogli hardware. È un passaggio rilevante nel dibattito statunitense, dove la custodia diretta delle criptovalute è spesso al centro dello scontro tra innovazione finanziaria e supervisione pubblica. La misura tocca inoltre Bitcoin come infrastruttura di pagamento, non solo come attività finanziaria trattata sui mercati. Un altro elemento riguarda la fiscalità. La Carolina del Sud e le amministrazioni locali non potranno applicare tasse o commissioni aggiuntive alle transazioni in asset digitali quando questi vengono usati come mezzo di pagamento. L’obiettivo dichiarato è mantenere un trattamento paragonabile a quello del dollaro nelle transazioni commerciali, evitando oneri specifici che renderebbero più costoso pagare con criptovalute rispetto alla valuta tradizionale. Il capitolo più politico è il divieto sulle valute digitali di banca centrale, note come CBDC. Agenzie, dipartimenti e suddivisioni politiche dello Stato non potranno accettare o pretendere pagamenti in una valuta digitale emessa da una banca centrale. La scelta si inserisce in una linea già emersa in altri Stati conservatori, dove le CBDC vengono presentate come un possibile rischio per privacy finanziaria e libertà di pagamento. La mossa arriva mentre a Washington il quadro resta frammentato. Negli ultimi giorni il settore ha seguito sia la pressione dell’OCC sulle licenze per criptovalute, sia il ritiro della richiesta per l’ETF Bitcoin. Sul fronte di mercato, la nostra recente analisi sulle opzioni su Bitcoin ha mostrato un contesto senza panico evidente, mentre il tema infrastrutturale resta vivo anche dopo il piano di Hive per un centro dati in Ontario. La legge della Carolina del Sud aggiunge quindi un tassello statale a un mosaico regolatorio ancora lontano da una linea federale uniforme. ### Fonti - Bitcoin Magazine

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