Bitcoin respinto dalla media a 200 giorni: la domanda si assottiglia
Bitcoin non supera la media mobile a 200 giorni: ETF, domanda spot e premio Coinbase indeboliti frenano il rimbalzo di maggio.

Il rimbalzo di Bitcoin si è fermato sulla soglia tecnica che molti operatori seguono per distinguere una ripresa duratura da un semplice recupero dentro un mercato debole. La criptovaluta scambia a 77.945,42 dollari, in rialzo dello 0,61% nelle ultime 24 ore, dopo essere stata respinta la scorsa settimana dalla media mobile semplice a 200 giorni, collocata poco sopra 82.000 dollari. CoinDesk ha riportato che il movimento partito dai minimi di febbraio aveva iniziato ad assumere le caratteristiche di una nuova fase rialzista, ma il test fallito della media a 200 giorni ha cambiato il quadro di breve periodo. Il richiamo storico è il 2022, quando un recupero del 43% si esaurì sullo stesso indicatore prima di lasciare spazio a una nuova gamba ribassista. Per chi segue il mercato con un approccio operativo, il tema resta centrale anche nella nostra guida su come comprare Bitcoin, dove la lettura del ciclo conta quanto il prezzo d’ingresso. Secondo CoinDesk, CryptoQuant attribuisce la perdita di slancio a tre motori che avevano sostenuto il rialzo tra aprile e inizio maggio: acquisti sui future con leva, domanda sul mercato spot e afflussi negli ETF statunitensi. Tutti e tre i fattori si sono indeboliti. L’indicatore Bull Score Index della società è sceso da 40 a 20, un livello descritto come molto ribassista e coerente con la fase di febbraio-marzo, quando BTC oscillava tra 60.000 e 66.000 dollari. Il segnale più osservato riguarda il premio Coinbase, rimasto negativo per gran parte del rialzo di maggio e durante la successiva correzione. Questo indicatore confronta i prezzi sulla piattaforma statunitense con quelli delle sedi offshore: quando è positivo suggerisce una domanda più forte dagli Stati Uniti, mentre una lettura negativa indica minore disponibilità degli investitori americani a pagare un sovrapprezzo. La dinamica si inserisce nel quadro già evidenziato in Bitcoin fragile: deflussi dagli ETF e tassi pesano sul recupero. Anche gli ETF spot statunitensi hanno smesso di offrire lo stesso sostegno visto nelle fasi più costruttive del mercato. CoinDesk ha indicato che i fondi sono tornati a comportarsi da venditori, un passaggio che conferma il raffreddamento della domanda istituzionale. La pressione sugli strumenti quotati era emersa anche nei giorni scorsi, quando il mercato aveva registrato deflussi dagli ETF spot su Bitcoin, contribuendo a rendere più fragile il recupero sopra area 77.000 dollari. Il livello tecnico resta quindi il punto di snodo. Una riconquista stabile della media a 200 giorni ridurrebbe il rischio che il rialzo di primavera venga archiviato come semplice rimbalzo, ma il mercato per ora mostra una base di compratori meno ampia rispetto alle settimane precedenti. La recente lettura on-chain che indicava un possibile minimo di febbraio, analizzata in Bitcoin sopra 77 mila dollari: metriche indicano fondo a febbraio, non basta da sola a neutralizzare il deterioramento degli afflussi e del premio statunitense. Il contesto resta comunque più articolato rispetto a una sola lettura tecnica. La presenza di tesorerie aziendali, fondi quotati e domanda retail rende il mercato sensibile sia ai flussi finanziari sia alle notizie societarie, come mostrato dal caso SpaceX e i 18.712 BTC nei documenti per la quotazione. Per ora, però, il messaggio dei prezzi è prudente: senza un ritorno di compratori spot e afflussi più solidi negli ETF, il superamento degli 82.000 dollari resta la prova decisiva. ### Fonti - CoinDesk