Bitcoin rimbalza a 77 mila dollari dopo il voto USA sull’Iran
BTC recupera area 77 mila dollari mentre petrolio e rendimenti calano dopo il voto del Senato USA sui poteri di guerra verso l’Iran e il mercato torna in verde.

Bitcoin recupera terreno e torna nell’area dei 77.189,97 dollari, con una variazione giornaliera positiva dello +0,55%, in una seduta in cui il mercato delle criptovalute ha reagito al calo della tensione percepita sul fronte mediorientale. Il movimento è arrivato dopo il voto del Senato statunitense volto a limitare i poteri di guerra del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran, elemento che ha contribuito a raffreddare petrolio e rendimenti obbligazionari. CoinDesk ha riportato che BTC è salito intorno a 77.200 dollari, mentre anche XRP, ether e Solana hanno registrato rialzi. La combinazione fra discesa dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e arretramento del greggio ha favorito una ripresa degli strumenti più sensibili alla propensione al rischio, dopo giornate dominate da timori geopolitici e da condizioni finanziarie ancora restrittive. Il punto centrale resta l’Iran, perché il mercato aveva incorporato nelle ore precedenti un premio al rischio legato a possibili sviluppi militari e alle ricadute sul traffico energetico. La stessa connessione fra tensione geopolitica, petrolio e attività digitali era emersa anche nel caso del token Official Trump, trattato nella nostra analisi su petrolio in calo e token TRUMP fermo, dove il prezzo del greggio era già diventato una variabile chiave per leggere il sentiment. Il recupero non cancella però la fragilità delle ultime sedute. Solo ieri il mercato si muoveva ancora intorno alla soglia dei 77 mila dollari, con tassi in rialzo e azioni deboli, come ricostruito nel nostro aggiornamento sull’area dei 77 mila. Anche il tema degli ETF resta rilevante: i recenti deflussi dagli ETF spot hanno segnalato una domanda istituzionale meno lineare rispetto alle fasi più forti del ciclo. Il rimbalzo delle criptovalute alternative va letto nello stesso quadro. Il mercato continua a distinguere fra BTC e gli altri principali token, soprattutto quando il sostegno macroeconomico è parziale. La discussione sul possibile lancio di nuovi prodotti regolamentati resta aperta, come mostrato dall’approfondimento su ETF su Solana e XRP, ma nel 2026 la direzione dei tassi e l’evoluzione della politica statunitense restano fattori decisivi. Sul piano di contesto, la nostra guida su come funziona l’acquisto di BTC ricostruisce i meccanismi di mercato senza trasformare il movimento di giornata in un segnale operativo. In questa fase la leva macroeconomica appare ancora dominante: quando rendimenti e dollaro si muovono in modo meno aggressivo, BTC tende a beneficiare di una maggiore disponibilità al rischio, ma la reazione può restare vulnerabile a nuove notizie su Iran, energia o politica monetaria. La seduta conferma quindi un equilibrio ancora instabile. Il voto del Senato USA ha ridotto, almeno nel breve periodo, la pressione sugli scenari più estremi legati al conflitto, favorendo un recupero coordinato fra criptovalute e altri strumenti rischiosi. Ma la volatilità resta elevata: se petrolio e rendimenti dovessero tornare a salire, il rimbalzo potrebbe essere messo nuovamente alla prova dal mercato. ### Fonti - CoinDesk