Trump Media sposta 2.650 BTC: perdite stimate a 455 milioni
Trump Media trasferisce 2.650 BTC a Crypto.com mentre le perdite non realizzate sulla posizione in Bitcoin salirebbero a 455 milioni.

Trump Media & Technology Group ha trasferito 2.650 BTC verso indirizzi collegati a Crypto.com, un movimento da circa 205 milioni di dollari che riaccende i dubbi sulla strategia in asset digitali della società madre di Truth Social. Il mercato di Bitcoin scambia a 76.292,9 dollari, in calo dell’1,62% nelle ultime 24 ore, ben sotto il prezzo medio di carico indicato dalle fonti. Bitcoin Magazine ha riportato che il trasferimento è avvenuto in due operazioni nella notte tra giovedì e venerdì, sulla base di dati su catena monitorati da Lookonchain e di portafogli attribuiti a Trump Media da Arkham Intelligence. Decrypt ha indicato che lo spostamento è stato diretto verso indirizzi di Crypto.com e che la società non aveva fornito una risposta immediata alla richiesta di commento. Un trasferimento verso una piattaforma centralizzata non implica automaticamente una vendita, ma nel mercato viene spesso letto come un possibile passaggio preparatorio. CoinDesk ha riportato che Trump Media aveva acquistato 11.542 BTC per circa 1,37 miliardi di dollari, con un prezzo medio di 118.522 dollari per moneta. Ai prezzi attuali, la posizione risulterebbe gravata da perdite non realizzate vicine a 455 milioni di dollari. Dopo l’ultimo movimento, le disponibilità visibili su catena collegate alla società sarebbero scese a circa 6.889-6.892 BTC, per un valore vicino a 533 milioni di dollari. La vicenda arriva pochi giorni dopo il passo indietro di Trump Media sul progetto di fondo negoziato in borsa spot su BTC, tema che avevamo seguito nell’analisi su Trump Media e il ritiro dell’ETF Bitcoin. La combinazione tra esposizione diretta, prezzi in ribasso e concorrenza nel segmento degli strumenti regolamentati aumenta la pressione su una strategia nata per rafforzare la tesoreria societaria, ma oggi esposta alla volatilità dell’asset. Il quadro finanziario resta delicato anche fuori dalla catena. Decrypt ha ricordato che la società aveva segnalato perdite nette per quasi 406 milioni di dollari nel primo trimestre 2026, includendo effetti non monetari legati a perdite non realizzate su asset digitali, asset dati in pegno e titoli azionari. Per gli investitori che seguono le società quotate con tesorerie in criptovaluta, il caso evidenzia quanto il prezzo di carico possa diventare centrale nella lettura dei bilanci, come già avviene nelle discussioni su comprare Bitcoin e custodirlo su orizzonti lunghi. Sul mercato, BTC resta vicino all’area indicata nelle ultime sedute come snodo tecnico: avevamo segnalato il tentativo di difesa dei 77.000 dollari nell’articolo su Bitcoin in cerca di supporto. La notizia su Trump Media si inserisce inoltre in una fase in cui la volatilità attesa è rimasta compressa, come spiegato nell’analisi su Bitcoin e volatilità ai minimi da ottobre 2025, mentre il dibattito sul ruolo di BTC come riserva privata è tornato sotto esame dopo le vendite attribuite a Mark Cuban. Nel più ampio perimetro delle criptovalute, da NEAR Protocol a Official Trump, il caso Trump Media resta però soprattutto una storia di bilancio aziendale e gestione del rischio. Se il trasferimento dovesse anticipare vendite effettive, l’impatto diretto dipenderà da tempi e modalità di esecuzione; per ora, l’unico dato verificabile è lo spostamento su catena di un pacchetto rilevante e il permanere di minusvalenze latenti consistenti rispetto al prezzo medio d’acquisto. ### Fonti - Bitcoin Magazine