XRP difende 1,10 dollari, flussi in ETF ma mercato prudente
XRP resta nell’area di 1,10 dollari mentre aumentano i flussi nei prodotti collegati. Contratti vivaci, ma cautela con Bitcoin in recupero.

XRP prova a stabilizzarsi sopra 1,10 dollari dopo il brusco arretramento della scorsa settimana, ma il recupero resta fragile. CoinDesk ha riportato che il token è salito di circa l’1% nelle ultime 24 ore, arrivando a 1,1141 dollari dopo un minimo vicino a 1,11 dollari. Il dato più rilevante arriva dai flussi: i prodotti di investimento collegati a XRP hanno attirato altri 6,75 milioni di dollari, portando gli afflussi cumulati a circa 1,44 miliardi.
Il segnale conferma l’interesse degli investitori professionali per gli ETF su criptovalute, anche se il prezzo resta vicino ai minimi degli ultimi mesi e non mostra ancora una vera ripartenza direzionale. Secondo CoinDesk, la spinta più netta è arrivata nella parte finale della seduta, quando volumi sostenuti hanno permesso al prezzo di superare l’area di 1,1114 dollari e di spingersi per poco oltre 1,12 dollari. Il movimento, tuttavia, non ha ancora cancellato il quadro debole emerso dopo il cedimento del supporto a 1,13 dollari, segnalato dal mercato nelle ultime sedute.
Sul fronte tecnico, l’attenzione si sposta ora sull’aggiornamento 3.2.0 di XRP Ledger, previsto per il 15 giugno. L’intervento dovrebbe ridurre di circa il 40% i requisiti di memoria dei nodi e accompagnare la ridenominazione del software principale da rippled a xrpld, un passaggio più infrastrutturale che speculativo nel breve periodo. L’attività sui contratti a termine è salita fino a circa 5 miliardi di dollari durante la seduta, ma l’interesse aperto resta vicino ai minimi del ciclo.
Questo suggerisce che molti operatori stiano modificando rapidamente le posizioni, più che costruire una convinzione di lungo periodo sul rialzo del token. Il contesto generale resta più favorevole rispetto ai giorni scorsi: Bitcoin scambia a 62.831,99 dollari, in rialzo del 2,25% nelle 24 ore. La ripresa della principale criptovaluta è però più energica rispetto a quella di XRP, confermando una rotazione selettiva del mercato dopo la recente risalita seguita ai dati sull’inflazione Usa.
La cautela si vede anche nel confronto con altri asset digitali: NEAR Protocol e le principali criptovalute alternative restano osservate dagli operatori per capire se il rimbalzo possa allargarsi oltre i nomi più liquidi. Per XRP, invece, la soglia di 1,10 dollari resta il primo riferimento psicologico da difendere prima di parlare di recupero più solido. Per il mercato, il punto centrale è la distanza tra flussi istituzionali positivi e prezzo ancora compresso.
Finché gli afflussi non si tradurranno in una domanda stabile sul mercato a pronti, il rimbalzo di XRP rischia di restare una fase di assestamento più che un’inversione confermata, in un quadro già segnato dalla volatilità degli ETF e dalle rotazioni tra criptovalute.