XRP torna sul supporto a 1,10 dollari: ETF contro mercato debole
XRP testa il supporto a 1,10 dollari mentre gli ETF registrano flussi positivi. Attività di rete e interesse aperto restano in calo a giugno.

XRP torna sotto pressione e si riavvicina al supporto di 1,10 dollari, area che nelle ultime settimane ha delimitato la parte bassa della fase laterale. La criptovaluta scambia a 1,11 dollari, in calo dell’1,36% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato attende un segnale più netto dopo tre settimane di compressione. CoinDesk ha riportato che il movimento ribassista più recente è stato contenuto, ma non abbastanza da dissipare i dubbi sulla capacità dei compratori di difendere la fascia inferiore.
Il punto osservato dagli operatori resta la tenuta di 1,10 dollari: una rottura potrebbe indebolire ulteriormente la struttura di breve periodo, mentre un rimbalzo credibile dovrebbe superare le resistenze che hanno bloccato i recuperi di giugno. Il quadro è reso meno lineare dai flussi verso gli strumenti quotati legati alla criptovaluta. CoinDesk ha indicato che gli ETF su XRP hanno registrato altri 2,4 milioni di dollari di afflussi il 20 giugno, prolungando una fase di acquisti istituzionali nonostante un sentiment più fragile tra gli investitori al dettaglio.
Il tema era già emerso nel nostro approfondimento sugli ETF su XRP e HYPE, dove la domanda professionale veniva confrontata con il rischio specifico delle criptovalute alternative. Sul piano tecnico, diversi analisti citati da CoinDesk continuano a monitorare la tendenza discendente avviata dai massimi del 2025. La fascia 1,28-1,30 dollari viene indicata come l’area da riconquistare per modificare la lettura più ampia del mercato; fino ad allora, il rimbalzo resta esposto a vendite sui recuperi.
Per chi segue questi movimenti con un approccio operativo, la nostra guida al trading di criptovalute aiuta a inquadrare supporti, resistenze e gestione del rischio senza trasformare il segnale tecnico in una previsione certa. Anche i dati di attività della rete non offrono un sostegno evidente. CoinDesk ha segnalato un rallentamento nelle ultime settimane, insieme a un calo del posizionamento sui derivati e dell’interesse aperto, elementi che suggeriscono minore partecipazione speculativa.
La seduta più intensa è arrivata durante l’inversione del 22 giugno, quando i volumi sono saliti a 65,4 milioni di XRP, circa l’84% sopra la media. La debolezza non riguarda soltanto XRP. Il clima sulle criptovalute alternative resta selettivo, come mostrato anche dal recente arretramento di NEAR Protocol e dalla nostra analisi sulla pressione su NEAR e future Usa, in una fase in cui gli operatori riducono il rischio quando aumentano le incertezze macro e geopolitiche.
Allo stesso tempo, il recupero di Bitcoin sopra 65.000 dollari non ha ancora prodotto un effetto trascinamento uniforme sull’intero comparto. Per XRP, dunque, il mercato resta sospeso tra due segnali opposti: da un lato gli afflussi negli ETF, dall’altro una struttura tecnica ancora fragile. Finché la quotazione resta vicina a 1,10 dollari, l’attenzione rimane concentrata sulla difesa del supporto; un ritorno sopra 1,28 dollari cambierebbe invece il tono del grafico.
Per un inquadramento più ampio del progetto e del suo storico di mercato, è disponibile anche la sezione dedicata a XRP.