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XRP torna a 1,14 dollari con volumi forti: Ripple riaccende i pagamenti

XRP recupera quota 1,14 dollari dopo il selloff: volumi in aumento e nuova iniziativa Ripple-Bitso sui pagamenti regolati tra Usa e Messico.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
XRP torna a 1,14 dollari con volumi forti: Ripple riaccende i pagamenti

XRP ha recuperato con decisione dopo le vendite della scorsa settimana, riportandosi in area 1,14 dollari in una seduta segnata da volumi superiori alla media. CoinDesk ha riportato che il movimento ha superato il 3% nella fase di rimbalzo, ma il mercato resta davanti a una zona tecnica che negli ultimi mesi ha spesso frenato i tentativi di recupero. La spinta più netta è arrivata nella sessione dell’11 giugno alle 17:00 UTC, quando gli scambi sono saliti a 120,2 milioni di XRP, oltre il 160% sopra la media indicata da CoinDesk.

Gli acquisti hanno permesso al prezzo di oltrepassare la resistenza in area 1,1220 dollari, trasformando un rimbalzo iniziale in un test più credibile della parte alta del range recente. Il recupero è stato accompagnato da una notizia societaria sul fronte dei pagamenti. Ripple ha indicato che MXNB, la criptovaluta stabile di Bitso ancorata al peso messicano, sarà lanciata su XRP Ledger e integrata con l’infrastruttura Payments su borsa decentralizzata, con l’obiettivo di rafforzare i regolamenti transfrontalieri tra Stati Uniti e Messico.

L’iniziativa affianca RLUSD, la criptovaluta stabile in dollari di Ripple, a MXNB per fornire liquidità in dollari e pesos direttamente su rete. Il punto centrale, come spiegato anche nella nostra pagina di approfondimento su XRP, è l’uso dell’infrastruttura XRPL per flussi aziendali e soggetti regolati, più che per una domanda puramente retail. La componente infrastrutturale passa anche dalla borsa decentralizzata con accesso autorizzato di XRPL, pensata per operatori finanziari sottoposti a controlli.

È un tema che si inserisce nel più ampio interesse per i pagamenti con criptovalute stabili, già emerso nel caso Mastercard e reti cripto, dove il nodo resta la trasformazione della liquidità su rete in uso effettivo nei circuiti commerciali. Sul piano tecnico, il prossimo ostacolo resta l’area 1,20-1,25 dollari, dove CoinDesk ha segnalato che i principali recuperi del 2026 si sono finora interrotti prima di consolidare. La reazione odierna arriva dopo una fase fragile: solo ieri il mercato guardava alla tenuta di 1,10 dollari, come raccontato nel nostro aggiornamento su XRP e i flussi in ETF, e nei giorni precedenti era emerso il cedimento del supporto a 1,13 dollari nella nostra analisi su vendite e supporti di XRP.

Il prezzo di mercato resta vicino a 1,14 dollari, con una variazione a 24 ore del -0,32%, segnale che il rimbalzo non ha ancora cancellato del tutto la cautela. La lettura è simile a quella vista su altri segmenti delle criptovalute: dopo il recente rimbalzo di Bitcoin senza conferma dell’RSI, gli operatori continuano a distinguere tra movimenti tecnici e riprese più strutturate. Per chi segue anche NEAR Protocol, la seduta evidenzia una rotazione selettiva più che un acquisto generalizzato su tutte le reti.

Nel caso di XRP, la differenza la stanno facendo insieme il ritorno dei volumi, la narrativa istituzionale sui pagamenti e la capacità del prezzo di restare sopra le vecchie resistenze senza esaurire rapidamente la spinta. Il test ora è meno immediato ma più importante: servono nuovi scambi sopra 1,14 dollari e una pressione costante verso 1,20 dollari per trasformare il rimbalzo in una fase di recupero più ampia. In assenza di conferme, il movimento rischia di restare un episodio forte dentro un mercato ancora prudente sulle criptovalute a maggiore capitalizzazione.

Fonti - CoinDesk

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