Bitcoin, l’allarme quantistico ora riguarda i messaggi finanziari
CoinDesk riporta l’avvertimento di Andrew Gault: il rischio quantistico per Bitcoin potrebbe riguardare i dati in transito tra borse e custodi.

Bitcoin torna al centro del confronto sulla computazione quantistica, ma l’allarme non riguarda solo le chiavi dei portafogli. CoinDesk ha riportato che Andrew Gault, amministratore delegato di ZeroTier e partner fondatore di 7percent Ventures, ritiene sottovalutata una vulnerabilità diversa: i messaggi cifrati che già viaggiano tra borse, ponti e custodi. Gault, attivo da anni negli investimenti in tecnologie avanzate e nel calcolo quantistico, sostiene che il settore abbia concentrato l’attenzione sulla protezione delle chiavi private, lasciando in secondo piano i dati in transito. Il punto è sensibile per le infrastrutture che collegano operatori finanziari e società di custodia, dove autorizzazioni di pagamento e firme digitali vengono inviate su reti che potrebbero essere archiviate da soggetti ostili in attesa di strumenti di decrittazione più potenti. Il timore emerso negli ultimi mesi nasce anche da una ricerca di Google Quantum AI che, a marzo, aveva riacceso il dibattito sulla sicurezza della rete. Quel lavoro indicava che un calcolatore quantistico sufficientemente potente potrebbe ricavare una chiave privata da una chiave pubblica esposta in circa nove minuti, spostando l’attenzione sui circa 6,9 milioni di BTC conservati in indirizzi con chiavi pubbliche già visibili. Secondo CoinDesk, Gault ritiene però che questa lettura sia solo una parte del problema. La minaccia più ampia sarebbe il traffico cifrato che scorre ogni giorno tra istituzioni: se raccolto oggi, potrebbe diventare leggibile domani qualora i sistemi quantistici raggiungessero una capacità sufficiente. Per questo la discussione non si limita agli indirizzi registrati sulla catena, ma coinvolge canali di comunicazione, autenticazioni e procedure operative. Il nodo riguarda anche il governo tecnico del protocollo, perché CoinDesk ha osservato che manca ancora un piano condiviso di migrazione post-quantistica. Per chi segue il bene digitale anche attraverso strumenti divulgativi come la nostra guida per comprare Bitcoin, il tema non è una previsione di breve periodo sui prezzi, ma un interrogativo sulla resilienza futura dell’ecosistema. L’avvertimento arriva in una fase in cui il mercato già distingue tra narrativa tecnologica e flussi di capitale. Nelle ultime sedute abbiamo seguito i deflussi record dagli ETF su Bitcoin e il quadro di criptovalute ferme mentre Wall Street corre, due segnali che mostrano come la domanda istituzionale resti selettiva anche quando il tema di fondo è strutturale. La dimensione infrastrutturale è rilevante anche per gli operatori regolamentati. In Europa, la crescita dei servizi conformi a MiCA, come nel caso di Banca Sella nei servizi su asset digitali, rende più visibile il ruolo dei custodi e delle procedure di sicurezza. Negli Stati Uniti, l’apertura della CFTC ai future perpetui su Bitcoin mostra invece che la struttura di mercato continua ad ampliarsi mentre il dibattito tecnico resta aperto. Il confronto tocca infine l’uso stesso della catena come infrastruttura pubblica. La recente Costituzione Usa incisa sulla catena di Bitcoin ha riportato l’attenzione sulla permanenza dei dati registrati; l’allarme di Gault sposta invece il focus sui dati che non sono fermi, ma attraversano reti e intermediari. È su questa superficie, più ampia e meno visibile, che si concentra il nuovo rischio quantistico segnalato da CoinDesk. ### Fonti - CoinDesk