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Bitcoin sotto pressione: ETF spot USA drenano altri capitali

BTC resta vicino a 75.000 dollari dopo il minimo da aprile: dagli ETF spot USA sono usciti 2,26 miliardi in due settimane, pesa il rialzo dei rendimenti.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin sotto pressione: ETF spot USA drenano altri capitali

Bitcoin resta sotto pressione dopo una nuova ondata di riscatti dagli ETF spot statunitensi. Il prezzo di BTC scambia a 75.062,22 dollari, in calo dello 0,51% nelle ultime 24 ore, dopo essere sceso sabato fino a 74.305 dollari, il livello più basso dal 20 aprile. CoinDesk ha riportato che i fondi ETF spot quotati negli Stati Uniti hanno registrato 1,26 miliardi di dollari di deflussi nell’ultima settimana, il dato peggiore da gennaio. Il movimento segue circa 1 miliardo di dollari usciti nella settimana precedente: in totale, i riscatti nelle ultime due settimane hanno superato 2,26 miliardi di dollari. La correzione arriva mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi e dei titoli di Stato dei principali mercati sviluppati si muovono al rialzo. In questo contesto, gli asset privi di rendimento cedolare tendono a soffrire: per chi segue il trading sulle criptovalute, il punto centrale resta il confronto tra propensione al rischio, liquidità disponibile e costo opportunità del capitale. Il calo rafforza un quadro già fragile per BTC, che il 6 maggio aveva toccato un recente massimo sopra 82.500 dollari e ora quota circa il 10% sotto quel livello. La pressione si inserisce nella stessa dinamica evidenziata nel nostro aggiornamento sul precedente scivolone ai minimi di maggio, dove il mercato aveva già mostrato difficoltà a mantenere le aree di supporto più ravvicinate. Un altro elemento citato da CoinDesk riguarda la rotazione dei flussi speculativi verso le materie prime. Petrolio, rame e zolfo stanno attirando capitali in una fase in cui gli operatori incorporano nei prezzi il rischio di interruzioni lungo lo Stretto di Hormuz, legato al conflitto con l’Iran. Il tema era emerso anche nella nostra analisi sulla rotazione verso petrolio e rame, con le materie prime tornate al centro delle strategie di copertura. CoinDesk ha indicato anche un’ipotesi di mercato meno tradizionale: una parte del capitale potrebbe essere stata riallocata in vista dell’attesa offerta pubblica iniziale di SpaceX. Alcuni derivati pre-mercato basati su blockchain e collegati all’evento avrebbero già registrato milioni di dollari di scambi su piattaforme decentralizzate; il tema SpaceX era stato seguito anche nei nostri approfondimenti sui documenti preparatori alla quotazione. Il quadro resta quindi dominato da tre fattori: deflussi dagli ETF, rendimenti obbligazionari in aumento e concorrenza di altri temi speculativi. Per Bitcoin, il recupero dell’area dei 77.000-80.000 dollari diventa un primo test tecnico, mentre una permanenza sotto 75.000 dollari potrebbe mantenere elevata la cautela degli operatori nel fine settimana. ### Fonti - CoinDesk

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