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Bitcoin risale dopo l’annuncio di Trump sull’intesa con l’Iran

Bitcoin recupera il calo del fine settimana dopo l’annuncio di Trump su un’intesa con l’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin risale dopo l’annuncio di Trump sull’intesa con l’Iran

Bitcoin ha recuperato terreno dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump su una possibile intesa tra Stati Uniti, Iran e altri Paesi mediorientali. La criptovaluta scambia a 76.766,4 dollari, con una variazione a 24 ore pari a +0,15%, dopo una fase di forte pressione tra venerdì sera e sabato. CoinDesk ha riportato che il movimento è arrivato dopo un messaggio pubblicato da Trump su Truth Social, nel quale il presidente ha indicato che un accordo sarebbe stato “in larga parte negoziato”, pur restando soggetto alla finalizzazione tra le parti. Nello stesso intervento, Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto, un passaggio cruciale per i flussi energetici globali e per la percezione del rischio geopolitico sui mercati. La reazione è stata rapida perché Bitcoin era reduce da un arretramento di circa 4% tra la fine di venerdì e l’inizio di sabato. Secondo CoinDesk, il prezzo era sceso vicino a 74.000 dollari prima di risalire verso area 76.700 dollari dopo la notizia. Il rimbalzo arriva a poche ore dalla nostra analisi sul tentativo di recupero dopo il tonfo sotto 75.000 dollari, che aveva evidenziato la fragilità tecnica del mercato. Il tema geopolitico aveva già inciso sulle materie prime e sugli asset rischiosi, con gli operatori concentrati sul rischio di interruzioni lungo Hormuz. Nel quadro delle criptovalute, la dinamica conferma quanto il mercato resti sensibile alle notizie macro e diplomatiche, un aspetto centrale per chi segue il trading criptovalute e per chi valuta l’esposizione a strumenti ad alta volatilità. La svolta annunciata da Trump ha ridotto, almeno nell’immediato, la domanda di copertura legata allo scenario più avverso. Il recupero non cancella però le tensioni emerse negli ultimi giorni. Bitcoin aveva risentito anche di liquidazioni pesanti, come ricostruito nel nostro approfondimento su minimi mensili e liquidazioni vicino al miliardo. A pesare sul sentiment erano intervenuti anche i flussi degli strumenti quotati: gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi per 1,26 miliardi in una settimana, segnale di una domanda istituzionale meno lineare rispetto alle fasi più favorevoli dell’anno. Nel perimetro degli asset collegati al nome del presidente, anche Official Trump resta osservato dagli operatori più speculativi, sebbene la notizia riguardi direttamente la diplomazia statunitense e non il token. Il precedente più vicino sul fronte societario resta quello di Trump Media e dello spostamento di 2.650 BTC, che aveva riportato l’attenzione sui rapporti tra universo Trump, attività digitali e volatilità di mercato. CoinDesk ha inoltre citato Mark Connors, ex responsabile globale del portafoglio di Credit Suisse e oggi alla guida di Risk Dimensions, secondo cui Bitcoin avrebbe interrotto una lunga fase di sottoperformance ed è pronto a confrontarsi meglio con azioni, obbligazioni e oro in un contesto di inflazione persistente. Per ora, tuttavia, il dato più immediato resta la risposta del mercato a una notizia diplomatica: il recupero sopra 76.000 dollari segnala sollievo, ma non ancora una piena inversione della volatilità recente. ### Fonti - CoinDesk

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