5 errori che fai nel trading online senza saperlo

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5 errori nel trading online di cui spesso non si è consci

Hai iniziato a fare trading online da qualche tempo e ti sembra di aver sotto controllo l’intera situazione, sai già come trovare subito l’asset sul quale negoziare e come aprire l’ordine. Sai come seguire il prezzo in tempo reale e anche come chiudere al volo la posizione. Perfetto, sai come si svolge l’attività di trading e pensi di non aver più bisogno di alcun chiarimento. Se è davvero così, buon per te! Infatti, abbiamo scoperto che in tanti trader fanno alcuni errori, anche non completamente per loro colpa.

In questo articolo, andiamo a scoprire 5 errori che la maggior parte dei trader rischia di fare o che continua a fare senza esserne consapevole. Si tratta di errori da principianti ma anche da trader con esperienza, perciò mettiti comodo e scopri alcuni punti ai quali prestare attenzione ogni volta che vuoi giocare in borsa online.

1. Non usare il conto demo: il più comune degli errori nel trading online

C’è chi è convinto che il conto demo serva soltanto a chi non sappia nulla di trading, al fine che possa iniziare a fare pratica senza far danni. Okay, anche questo è vero, ma non del tutto! Infatti, il conto demo serve a tutti!

Possiamo affermare con certezza che commettono un grave errore:

  • Coloro che partono da zero ma vogliono usare subito il conto reale
  • Coloro che hanno esperienza ma testano le nuove strategie col conto reale

Entrambe le tipologie di utente sbagliano alla grande. La gravità dell’errore è di pari livello, poiché alla fine il problema è lo stesso: la perdita potenziale di denaro.

Infatti, chi parte da zero e va allo sbaraglio sul conto reale, è bene che sia davvero convinto di ciò che fa. Ad esempio, se uno è convinto di dover investire su un’azione e impiegare una precisa somma di denaro, può aprire la posizione e nel frattempo studiarsi bene la piattaforma, praticando un po’ col conto demo. Ma se un utente inizia ad aprire posizioni a caso, senza aver chiare tutte le funzionalità della piattaforma di trading e senza sapere esattamente su cosa sta negoziando (es. CFD), allora siamo di fronte a un errore madornale. Non a caso, molti utenti che partono da zero perdono denaro: proprio perché manca il passaggio della formazione.

Chi ha esperienza, invece, può commettere l’errore di considerare il conto demo come un passaggio già svolto, qualcosa per i principianti e che non servirà più a nulla. Niente di più sbagliato. Infatti, quando si vuole testare una strategia, ad esempio un mix di indicatori tecnici oppure un expert advisor, il conto demo è il luogo giusto per farlo. In questo modo, non si corrono rischi economici nel caso in cui il test della strategia dovesse risultare non all’altezza o addirittura fallimentare.

2. Basarsi sul prezzo di vendita per gli acquisti

È un errore molto comune: in tantissimi non sanno che il grafico dei prezzi su una piattaforma di trading si riferisce generalmente al prezzo di vendita (differente, perciò, da quello di acquisto). Generalmente, di default i grafici delle piattaforme di trading mostrano il prezzo di vendita, perciò il valore che si vede in un determinato momento si riferisce al prezzo di vendita, differente dal prezzo di acquisto.

Quando si fa trading con CFD, ad esempio, si hanno due prezzi: il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita. La differenza tra i due prezzi rappresenta il cosiddetto “spread”. Perciò, l’andamento sarà comunque lo stesso, solo che al prezzo di vendita occorre aggiungere qualcosa, dove il “qualcosa” è definito proprio dal livello di spread.

Con il Forex non ci sono grossi problemi perché lo spread è sempre molto stresso. Se ad esempio il grafico del tasso EURUSD mostra 1,20205 e si riferisce alla vendita, con uno spread di 10 pips il prezzo di acquisto sarà di 1,20215 (cioè 1,20205 + 0,00010).

Con le criptovalute (e non solo) la situazione cambia di molto. Infatti, se lo spread è molto ampio, come con le criptovalute, questo dettaglio non è certamente da poco! Se con il Forex si parla di 0,00010, con le criptovalute si può avere a che fare con quote di spread pari a 100-150, senza zeri davanti! Potresti leggere 18850 mentre il prezzo d’acquisto si trova già a 19 mila, sbagliando così i calcoli per analisi, investimenti ecc.

Alcune piattaforme consentono di impostare il grafico in tempo reale scegliendo tra prezzo di vendita e di acquisto. Questo può essere utile ad esempio se si vuole avere chiaro istantaneamente il valore di acquisto di un asset, prima di effettuare un’operazione di acquisto.

3. Non consultare i dettagli dei CFD

La pigrizia può fare brutti scherzi. Non tutti i trader sanno esattamente su cosa vanno a negoziare, prima di negoziare. Quando si negozia con i CFD, infatti, ci sono tante informazioni di cui il trader dovrebbe essere consapevole.

Innanzitutto, qual è precisamente l’asset sottostante. Se per un titolo azionario è facile, meno facile è sapere quale prezzo replichi un asset che riporti la dicitura “oro”, oppure “bitcoin”. Il prezzo del CFD sul bitcoin da dove viene preso? A cosa si riferisce “oro”? Per non parlare poi degli ETF!

Sottostante e quotazione del sottostante a parte, vi sono tanti altri dettagli che il trader dovrebbe conoscere. Ad esempio, se c’è una scadenza, oppure una commissione di overnight. Alcuni CFD hanno una scadenza (questo vale per i CFD che replicano i futures). E l’overnight? Quando si paga di overnight? Un dettaglio importante per chi desidera tenere una posizione aperta per diverse settimane o addirittura mesi.

4. Non risparmiare sullo spread

C’è chi fa trading sempre sui soliti asset senza particolari pretese sui servizi, ma semplicemente per guadagnare dai rialzi e dai ribassi di prezzo. Ebbene, in questo caso, sarebbe ottimale scegliere un broker che offra i migliori spread su quegli stessi asset. Questo potrebbe far risparmiare al trader decine o addirittura centinaia di euro ogni mese (a seconda dei propri investimenti).

Partiamo da un presupposto: lo spread rappresenta la differenza tra prezzo di acquisto e vendita di un asset in un determinato istante e rappresenta al tempo stesso il guadagno del broker CFD. In pratica, quando si apre una posizione, il broker trattiene una quota di denaro basata sullo spread, come proprio compenso. Ciò vuol dire che minore è lo spread, più basso è il costo del broker.

Facciamo finta di aprire 4 volte una posizione di acquisto sul bitcoin durante l’ultimo mese. Se un broker ha uno spread di 150 e un altro uno spread di 100, quest’ultimo ci consentirà di risparmiare un terzo sui costi! Ti pare poco? No, non lo è. Uno degli errori nel trading online da evitare è proprio non cogliere questa differenza.

Certo, occorre sempre considerare quanto precisato all’inizio: se non si è interessati a servizi particolari oppure se si negozia sempre sui soliti asset. Infatti, dei broker che offrono tanti servizi potrebbero far pagare uno spread più alto. Certo è che sul bitcoin pesa davvero tanto! Anche per questo, sul bitcoin è meglio aprire posizioni più a lungo termine oppure negoziare su criptovalute anziché su CFD criptovalute. Per tutto il resto, i CFD offrono buoni margini, soprattutto quando la leva è più alta (pur restando il fatto che più alta è la leva e maggiore è il rischio).

Per sapere esattamente l’ammontare percentuale dello spread si può procedere in due modi:

  • Sulla piattaforma di trading, tra i dettagli del CFD
  • Sul sito del broker, tra i dettagli degli strumenti finanziari negoziabili

5. Non sapersi accontentare

L’ultimo errore di questa serie, che probabilmente allargheremo, è quello del non sapersi accontentare quando si guadagna. Darsi degli obiettivi (da non confondere con i limiti!) talvolta è fondamentale. Non a caso, tra gli strumenti disponibili per i trader vi è la funzione “Take Profit”.

La “Presa di Profitto” è serve proprio a questo: chiudere automaticamente una posizione quando si raggiunge un obiettivo di profitto. Un obiettivo di profitto dovrebbe essere sempre impostato, in base ad un quadro più grande. Ad esempio, un tot di profitti durante un trimestre, un mese, o anche soltanto una settimana (o un determinato arco temporale).

Il rischio del non darsi degli obiettivi è quello di veder tornare il prezzo sui suoi passi e uscire dalla condizione di profitto, con la possibilità che si assottigli sempre di più. Un paragone lo si potrebbe usare con i giochi d’azzardo, ma il trading è sicuramente un’altra cosa. Il senso del discorso, comunque, dovrebbe essere chiaro.

Occorre pianificare degli obiettivi per un determinato periodo e per le singole operazioni. Una singola operazione può andare anche male, ma se il risultato complessivo generale lo si raggiunge, poco importa. Una strategia è fatta di tante piccole battaglie, così come di tanti piccoli obiettivi. Se un’operazione raggiunge il profitto desiderato, occorre pensarci bene prima di decidere di mantenerla aperta. In alcuni casi è sicuramente la scelta giusta, in tanti altri potrebbe non esserlo.

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