Spread trading: come si fa? Esempio pratico e opinioni

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Spread trading esempio pratico

Questo è un breve corso di spread trading, dove faremo un esempio pratico di “negoziazione degli spread”. Si tratta di una pratica che consente di fare profitti col trading a prescindere dalla propria previsione al rialzo e al ribasso. Proprio così: con lo spread trading non serve prevedere se un prezzo salirà o scenderà, perciò è un grande vantaggio rispetto al trading online tradizionale.

E’ necessario precisare che non si tratta di una pratica semplice, perciò il fatto che sia alternativo alle solite modalità per giocare in borsa online non significa che consente di guadagnare più facilmente. Semplicemente, è una valida alternativa al trading online tradizionale che si può prendere in considerazione nel caso in cui si pensa si possa essere più portati in questa modalità anziché nell’altra.

Per prima cosa, ti servirà una piattaforma di negoziazione di alta qualità: questa piattaforma si presta molto bene poiché offre sia azioni che CFD e la puoi valutare personalmente con un conto demo senza depositare.

Cos’è lo spread trading?

Lo spread trading consiste nell’apertura di una posizione di acquisto e una di vendita su due strumenti differenti, in quantità predeterminate. Questi due asset nel gergo vengono chiamati legs, ovvero gambe. Il senso è che ciascun leg deve camminare insieme ad un altro. Per questo motivo, lo spread trading viene anche chiamato pair trading, ovvero “trading a coppia”.

Gli asset nello spread trading possono essere costituiti da diverse tipologie di strumento, tra cui opzioni e contratti futures che possono trattare azioni, indici di borsa, materie prime e valute.

Ebbene, l’apertura di posizioni opposte (acquisto e vendita) sui due legs vede una differenza nei prezzi chiamata per l’appunto spread.

Come si fa spread trading?

Per fare spread trading si acquista un asset e se ne vende un altro, contemporaneamente, per determinate quantità. La scelta dell’asset e le quantità dipendono da varie teorie e strategie. Ad oggi, gli asset maggiormente utilizzati sono le materie prime, per varie ragioni riguardanti prezzi e stagionalità. Ad ogni modo, si può scegliere qualsiasi tipologia di asset.

Una strategia molto comune di spread trading prevede la scelta di due asset dello stesso settore, perché teoricamente la maggior parte delle volte dovrebbero muoversi nella stessa direzione. Ad esempio, si possono scegliere due azioni di uno stesso settore (farmaceutico, energetico, assicurativo, tecnologico, bancario ecc.). Si potrebbero ad esempio scegliere due importanti titoli bancari come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Tra poco, nell’esempio pratico, utilizzeremo proprio questi due titoli.

Come si guadagna con lo spread trading?

Ora, veniamo al punto cruciale. Abbiamo detto che vanno presi due asset dello stesso settore poiché abbiamo la necessità che si muovano nella stessa direzione. Ebbene, per guadagnare con lo spread trading occorre acquistare il titolo più forte (dei due) e vendere quello più debole (dei due) con l’obbiettivo di ottenere un profitto dalla differenza di performance dei due asset negoziati.

Quindi, la bravura dello spread trader deve essere quella di saper individuare, di un determinato settore, due titoli che vadano nella stessa direzione, per poi aprire una posizione al rialzo su quello più forte e quella al ribasso per quello più debole.

Ora, la domanda che sicuramente ti stai ponendo è questa: perché devo aprire due posizioni opposte se salgono entrambi? Non sarebbe più proficuo aprire una posizione di acquisto su tutti e due se stanno salendo di prezzo?

Per rispondere, facciamo un esempio di spread trading pratico.

Esempio di spread trading nella pratica

Per il nostro esempio, prendiamo in considerazione i titoli del settore bancario Unicredit e Intesa Sanpaolo. Essi fanno parte dello stesso settore e oggi si stanno muovendo nella stessa direzione:

  • Unicredit: +3,54%
  • Intesa Sanpaolo: +1,20%

Supponiamo di aver investito 1.000€ su ogni titolo. I profitti e le perdite saranno:

  • Su Unicredit 2,54% x 1.000 operando al rialzo = 35,4€ di profitto
  • Intesa Sanpaolo 1,20% x 1.000 operando al ribasso = 11,2€ di perdita

Nota: ricordiamo che con i CFD si può investire su 1.000€ di azioni con soli 200 euro, se la leva è di 1:5, e soli 100€ se la leva è di 1:10. Ricordati però che con i CFD dovrai mettere in conto anche lo spread inteso come compenso del broker.

Ora, il profitto che stiamo ottenendo è pari a 24,2€ ovvero dalla differenza tra il guadagno di 35,4€ del primo titolo e la perdita di 11,2€ del secondo (perché su questo abbiamo aperto una posizione al ribasso!).

Ciò considerato, rispondiamo alla domanda: quando si guadagna con lo spread trading?

  • Se entrambi i titoli salgono di valore: si guadagna nel caso in cui quello sul quale si negozia al rialzo sale più di quello sul quale si negozia al ribasso;
  • Se entrambi i titoli scendono di valore: si guadagna se il titolo sul quale si negozia al rialzo scende meno di quello sul quale si negozia al ribasso.

Nel nostro caso, guadagneremo se entrambi i titoli salgono e Unicredit guadagna più di Intesa Sanpaolo. Oppure, se tutti e due i titoli scendono, guadagneremo se Unicredit scenderà meno di Intesa Sanpaolo.

Ad esempio, se investiamo 1.000€ su Unicredit (al rialzo) e Intesa Sanpaolo (al ribasso) guadagneremo se si verificheranno queste condizioni:

  • Unicredit +3,54% e Intesa Sanpaolo +1,12% (cioè 35,4€ – 11,2€ con un profitto netto di 24,2€)
  • Unicredit -0,75% e Intesa Sanpaolo -2% cioè (cioè -7,5€ + 20€ con un profitto netto di 12,5€)

Puoi sbizzarrirti a cambiare le percentuali e vedrai che alla fine un profitto ci sarà sempre, in questi casi.

Posizioni long e short, non fa differenza

Lo stesso discorso finora visto può essere applicato in modo diametralmente opposto per i ribassi. Ad esempio, se si individuano due asset dello stesso settore che stanno scendendo molto oppure di cui è previsto un ribasso, si potrebbe aprire una posizione al ribasso su quello che è previsto possa perdere di più, e una posizione al rialzo sull’asset che possa perdere meno. Se il ragionamento precedente è chiaro, dovrebbe esserlo anche questo.

Vantaggi e svantaggi dello spread trading

Abbiamo visto che con lo spread trading il fattore rialzo e ribasso è reso meno importante rispetto allo scegliere due asset con una stessa direzionalità. In questo caso si guadagna meno, ma più facilmente. La maggiore semplicità è sicuramente un vantaggio.

Un altro importante vantaggio è quello di poter contrastare efficacemente la volatilità presente sul mercato, soprattutto in determinati momenti.

D’altro canto, uno svantaggio sta proprio nell’individuare i due asset nel momento giusto, cercando si approfittare il più possibile dei movimenti rialzisti o ribassisti.

Come svantaggio, essendo i margini di guadagno più bassi rispetto all’investimento su un singolo titolo, vanno anche considerati i costi del CFD (se si negoziano i CFD) e l’investimento richiesto per le azioni (nel caso si acquistino azioni) senza leva.

Strategie di spread trading

Come si scelgono gli asset sui quali fare pair trading? Quanto investire su ciascuno di essi? Quando aprire una posizione? A queste ed altre domande è possibile rispondere basandosi sulle strategie di spread trading.

Esistono due strategie principali, per le quali si sono successivamente sviluppate molte varianti. Si tratta della strategia di divergenza e quella di convergenza.

Strategia con Divergenza

La strategia dello spread trading “convergence” si basa su ciò che abbiamo visto finora. In pratica, consiste nell’aprire una posizione long (acquista) sul titolo più forte, e una short (vendi) sul titolo più debole. Abbiamo visto che vanno scelte dello stesso settore, poiché presumibilmente si muoveranno nella stessa direzione. Ma come si fa a scegliere il momento giusto per entrare sul mercato e uscire?

La strategia di “divergence spread” può essere supportata dall’analisi tecnica. Infatti, se sul grafico che esprime il rapporto tra il primo e il secondo asset si applicano due medie mobili, si possono aprire posizioni long o short a seconda che la media più veloce incroci quella lenta al rialzo o al ribasso.

Chi non ha dimestichezza con l’analisi tecnica troverà un po’ difficile comprendere il contenuto della precedente frase, perciò facciamo un passo indietro e spieghiamo tutto in modo più semplice. Se invece hai compreso, puoi passare alla strategia successiva.

Innanzitutto occorre accedere ad una piattaforma o a un sito che consente di ottenere il grafico del rapporto tra i due asset. Ad esempio, se il prezzo di A è 1€ e il prezzo di B 1,5€, il rapporto sarà di 0,66. Questo calcolo lo farà la piattaforma che si userà. Ebbene, il grafico mostrerà le variazioni intervenute nel rapporto tra i prezzi in un determinato periodo.

Grafico spread prezzi

Ebbene, ottenuto il grafico del rapporto tra i due asset, vi si possono applicare due medie mobili (moving average). Una lenta (es. 50 giorni) e una più veloce (es. 15 giorni). Questi fattori si possono cambiare a seconda delle proprie preferenze e strategie.

Le medie mobili applicate al grafico dello spread

Una volta applicate le medie mobili al grafico, si va ad individuare il momento in cui entrare sul mercato:

  • Quando la media veloce incrocia al ribasso la media lenta (cioè partendo da sopra va sotto di essa) occorre vendere il primo titolo e acquistare il secondo;
  • Quando la media veloce incrocia al rialzo la media lenta (cioè partendo da sotto va sopra di essa), occorre acquistare il primo titolo e vendere il secondo.
Incrocio delle medie mobili nello spread trading

Nel caso in cui ci si renda conto di aver sbagliato impostazioni, se la situazione lo permette, si può attuare la strategia dello “stop and reverse”, ovvero la chiusura delle posizioni e l’apertura di posizioni opposte a quelle precedenti.

Strategia con Convergenza

La strategia convergence spread si basa sul concetto opposto. In pratica, si acquista quello più debole e si vende quello più forte. Ma perché questo? Perché si presuppone che il titolo che sta andando più forte sia in realtà sopravvalutato.

Qui entrano in scena altri indicatori tecnici da applica al grafico. In modo specifico, quelli maggiormente utilizzati per individuare un titolo in zona di ipercomprato (o ipervenduto, se desideri fare spread trading al contrario).

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