Drawdown nel trading e investimenti

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Chi approfondisce lo studio del trading e degli investimenti prima o poi incontra il termine DrawDown. Di cosa si tratta? Le definizioni sui siti specialistici sono diverse e quando si tratta di definire precisamente cosa è il Drawdown, si può incorrere in spiegazioni diverse anche se poi la sostanza rimane inalterata. Tuttavia, da un punto di vista tecnico è importante anche sapere quale sia la definizione precisa. C’è chi parla di “valore statistico ideale per valutare una strategia d’investimento”, chi di “riduzione del capitale a seguito di una perdita”, chi di “denaro perso nell’attività di trading”.

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Infatti, si tratta di una questione molto complessa, dovuta principalmente al fatto che, pur esistendo più tipologie di Drawdown, succede che siti o piattaforme utilizzino  il termine Drawdown per indicare un particolare tipo di Drawdown, dando per scontato che si sappia di quale parlino. Sarebbe come dire “la vocale”, invece che specificare una delle specifiche vocali.

Tuttavia, le definizioni univoche ci sono, esistono, funzionano. Ecco perché in questo articolo abbiamo deciso di fare quanto più chiarezza possibile su tale argomento.

Cosa è un Drawdown

Una definizione che calza bene con tutte le tipologie di DD potrebbe essere questa:

Un DrowDawn o DD è la variazione, espressa in termini percentuali, tra un punto di massimo e uno di minimo nel corso di un periodo d’investimento. Può essere di tre tipi: massimo, relativo, assoluto.

Può capitare, leggendo analisi o legende di grafici di software professionali, che si dia per scontato il fatto che si prenda come riferimento un determinato tipo di DrawDown. Anche se per molti si potrebbe dare per scontato che si tratti del DD Assoluto, in realtà si è fatto sempre più avanti l’utilizzo del DD Massimo.

In questo grafico, illustriamo proprio il DrawDown massimo.

Cosa è il drawdown massimo
Come potete vedere c’è inizialmente un rialzo fino al punto di picco massimo (peak), quindi un ribasso (il drawdown) che dura fino al punto di minimo (trough).

Come si fa a definire il punto di peak e di trough? Semplice. Il picco si segna nel punto in cui la quotazione arriva nel suo punto più alto, il trough nel momento in cui si ha il passaggio dal movimento al ribasso ad uno al rialzo. E’ importante utilizzare il concetto di peak e trought per descrivere il drawdown, poiché per comprendere meglio tale concetto sarebbe ottimale conoscere anche l’analisi di tipo peak-and-trough, ovvero dei massimi e minimi.

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Una questione di oscillazione

Abbiamo visto che il DrawDown rappresenta l’intensità della riduzione del valore di un capitale investito in riferimento ad un determinato periodo. L’intensità della riduzione si potrebbe anche chiamare con “oscillazione” o ampiezza della diminuzione di capitale.

Questa intensità si può esprimere in termini assoluti oppure in termini percentuali (es. un drawdown del tot%). Inoltre, può essere riferito all’intero investimento oppure ad una singola operazione.

L’oscillazione che fa parte del DrawDown è un dato definitivo, che non può migliorare. Consideriamolo come l’intensità di un terremoto. Quando si parla di terremoti si presentano con il grado Richter massimo. Lo stesso succede per il Drawdown.

Ad esempio, se un’operazione o una serie di investimenti ha visto una variazione massima del 30%, l’oscillazione sarà stata del 30% anche nel caso migliori nel corso del tempo e si chiuda l’investimento in utile.

Il drawdown come oscillazione massima

 

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Tipologie di DrawDown

Quando si parla di DrawDown lo si può fare anche in riferimento a diversi parametri, per cui vi sono più tipologie di DD: DrawDown Massimo, DD Relativo, DD Medio, DD Assoluto. Essendo concetti un po’ ostici, invitiamo ad una lettura paziente e a fare attenzione ai precisi termini utilizzati.

Il DD Relativo si riferisce ad una parte (percentuale) del capitale massimo. In pratica non si prende come riferimento l’intero capitale ma solo una determinata percentuale.

Il DD Massimo si riferisce al maggiore variazione d’intensità o oscillazione ottenuta durante un determinato periodo e quindi rappresenta il massimo rischio ottenibile in determinate condizioni e in un determinato arco temporale. In pratica, una stima della perdita massima che si può subire dopo aver raggiunto un determinato profitto in un determinato periodo. Date un’occhiata al grafico precedente: il massimo profitto si ha nel peak, mentre il punto di maggiore ribasso sta nel trough (che può trovarsi comunque al di sopra del valore iniziale). Ebbene, se questi due punti rappresentano rispettivamente il punto di massimo assoluto e di minimo assoluto toccati durante l’investimento, questa variazione sarà il DrawDown massimo.

Il DD Medio rappresenta una media dei DD registrati nel corso di un investimento. Facciamo conto che si divida l’intero periodo di investimento in tre sotto-periodi. Ciascuno di questi tre sotto-periodi avrà un proprio DD. Il DrawDown medio si otterrà facendo la media dei 3 DD relativi ai 3 periodi di riferimento.

DrawDown Assoluto

Preferiamo trattare l’argomento del Drawdown Assoluto a parte, poiché è il più complesso ma spesso anche il più utilizzato.

Partiamo dalla definizione, per poi vedere come ci si arriva: il Drawdown assoluto è la differenza tra il deposito iniziale e il minimo valore toccato dall’equity durante l’investimento.

Questo parametro mostra quanto la differenza più grande (solitamente in senso negativo) che si è avuta tra l’equity e il capitale iniziale durante il periodo d’investimento o dell’operazione. E’ utile quindi per capire l’esposizione di rischio massima toccata durante l’operazione.

Il DD Assoluto si riferisce ad un intero investimento o ad un’intera strategia (se ad esempio si stanno calcolando i DD per valutare l’efficacia di una strategia). Può riguardare un insieme di operazioni oppure una singola operazione. Trattandosi di un’intera strategia o di una sola operazione, vi saranno soltanto UN valore massimo e UN valore medio di DrawDown.

La logica del DD Assoluto è che si vuole misurare la differenza tra il deposito iniziale e il valore più basso raggiunto dal capitale nel corso del periodo d’investimento. In pratica, mentre con il DD Massimo si prendeva come riferimento il valore di capitale raggiunto prima che avvenisse la fluttuazione negativa, con il DD Assoluto si studiano gli effetti sul capitale iniziale.

Per semplificare, ricordatevi questa formula:

DrawDown Assoluto = Deposito iniziale – Punto di equity minimo nel corso delle operazioni

L’investimento ideale secondo i valori dei DD

Un buon investimento, con un rischio ottimale, avrà una curva dell’equity (capitale disponibile) in trend crescente, un basso valore di DD Massimo e un basso valore di DD Medio.

Buon investimento o strategia = equity crescente + basso valore DD Massimo + basso valore DD Medio

Drawdown tipico del buon investimento

 

Al contrario, un investimento che non funziona vedrà un andamento dell’equity altalenante con alti e bassi attorno al livello del capitale iniziale. Al contrario di un buon investimento, avrà alti valori di DD Massimo e DD medio.

Investimento o strategia errato = equity altalenante + alto valore DD Massimo + alto valore DD Medio

Perché è importante il drawdown?

Ora, chiarito cosa è il drawdown, perché è importante sapere cosa è? Perché è importante capire come funziona?

La risposta a tali domande forse è un po’ più difficile da spiegare e di sicuro la risposta non è una sola ma molteplice. Sono infatti diversi i motivi per cui è importante, così come diversi sono gli usi che si possono fare con tale dato tecnico, diverse cioè sono le sue funzioni.

Di sicuro, il suo utilizzo più efficace e intelligente è quello di aiutare a determinare il rischio finanziario di un investimento. Preferiamo dire “aiutare” poiché nel mercato finanziario non si hanno certezze, perciò il concetto del drawdown partecipa (comunque efficacemente) allo studio effettuato con più strumenti e concetti da cui si cerca di ottenere una visione più ampia e complessa.

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