Lezione 1b – Perché e Quando Fare Trading CFD

perchè e quando fare trading CFD

Perché fare trading CFD anziché investire? Ovviamente, la preferenza deve basarsi sul proprio caso personale.

Se desideri investire a lungo termine, il modo tradizionale è sicuramente la scelta migliore, mentre se desideri investire nel breve termine (o brevissimo), magari con piccoli capitali, allora il trading CFD potrebbe fare al caso tuo. Per imparare, consigliamo questa piattaforma di trading, la stessa che usiamo per gli esempi di questo corso.

Cosa devi considerare del trading CFD

Ecco gli aspetti del trading con CFD che devi considerare:

  1. Si tratta di una pratica ottimale per il breve/brevissimo termine. Si possono chiudere posizioni anche dopo pochi minuti. Ovviamente, si possono chiudere posizioni anche dopo ore, giorni, settimane, mesi a seconda delle proprie preferenze;
  2. Producono profitti o perdite in proporzione alle performance dell’asset sul quale si negozia. Si può negoziare al rialzo e al ribasso su un asset quotato sul mercato finanziario;
  3. E’ consigliato seguire le notizie che possono riguardare l’asset o gli asset su cui si negozia e che potrebbero influenzarne il prezzo;
  4. Va considerato il costo dello spread applicato dai broker. Si tratta di un costo alternativo alla tradizionale commissione, che viene applicato all’apertura di una posizione. Questo viene detratto e conteggiato nel conto profitti/perdite della singola operazione. Ne parliamo nella lezione sullo spread.
  5. Essendo strumenti con leva finanziaria, i CFD consentono di operare con capitali più piccoli rispetto a quelli richiesti dall’investimento tradizionale.

In questa lezione del corso CFD, basandoci sui punti appena elencati, ci concentreremo proprio sulle motivazioni e sulle giuste situazioni in cui fare trading con i CFD.

1. Operazioni a Breve Termine

Uno degli aspetti più affascinanti del trading online di CFD è che si possono ottenere alti profitti in poco tempo, a seconda delle variazioni di prezzo avvenute dopo l’apertura di una posizione.

Ad esempio, se apriamo una posizione di acquisto sulle azioni Unicredit e queste ottengono una variazione percentuale dell’1% in poche ore, nello stesso tempo il mio capitale sarà aumentato in proporzione.

Così come sulle azioni Unicredit posso aprire posizioni su migliaia di titoli di tutto il mondo, così come su coppie valutarie (ad esempio l’euro/dollaro), indici azionari (es. Dow Jones o FTSE Mib), così come su materie prime (es. oro, petrolio, gas naturale ecc.).

La velocità dell’ottenimento di un risultato dunque è uno delle principali attrattive del trading con CFD.

Tuttavia, questa velocità richiede anche più impegno, poiché occorre stare più attenti alle posizioni aperte e alle operazioni in atto.

Se apriamo una posizione di long/short  (ovvero al rialzo o ribasso) su un determinato titolo particolarmente volatile, dovremo tener d’occhio la nostra operazione per poter chiuderla non appena vi è una inversione che ci attendiamo.

Una funzione delle piattaforme di trading molto utile per questo proposito è quella dello Stop. La funzione stop si divide in due tipologie:

  • Stop Loss: una funzione che consente di impostare una chiusura automatica a fronte del raggiungimento di una determinata perdita
  • Stop Limit: una funzione che consente di impostare una chiusura automatica a fronte del raggiungimento di un determinato profitto

2. Profitti e perdite in proporzione ai risultati

Nel trading CFD si può negoziare al rialzo e al ribasso: ciò vuol dire che si può decidere di investire sul prezzo di un asset oppure sul suo ribasso. Ad esempio, si può guadagnare prevedendo il rialzo del prezzo delle azioni Amazon, oppure sul ribasso del bitcoin.

Con i CFD è possibile negoziare al rialzo e al ribasso su qualsiasi asset. Si ha totale libertà di scelta in base alle proprie previsioni di mercato.

I risultati del proprio trading possono essere positivi o negativi. Infatti si possono ottenere:

  • Profitti: quando la previsione si rivela corretta, ovvero il prezzo dell’asset va nella direzione prevista;
  • Perdite: quando la previsione si rivela sbagliata, ovvero quando il prezzo dell’asset va nella direzione opposta a quella prevista.

In questo conto, ad ogni modo, bisogna aggiungerci anche dei costi quali lo spread (il costo più importante applicato dai broker CFD) e i costi di overnight (comunque poco incisivi, se non nel lungo termine).

Dello spread, oltre che nella lezione apposita, parleremo tra poco.

3. News Finanziarie ma non solo

Nel trading di CFD, proprio per la velocità con cui si può (e si deve!) approfittare delle ghiotte occasioni che capitano di ora in ora, occorre seguire con attenzione il mondo finanziario.

Siamo tutti d’accordo che seguire tutte le notizie finanziarie del mondo non sia possibile e sia anche controproducente.

Per questo, vi diamo un gran consiglio: prendete in considerazione pochi asset per volta, a seconda del periodo, magari tenendovi pochi di essi tra i veri “preferiti”. Per asset possiamo intendere titoli azionari, indici di borsa, materie prime, criptovalute, coppie valutarie del Forex ecc.

Ad esempio, l’EUR/USD è un ottimo asset su cui negoziare e che offre ottimi spunti in base alle tantissime news che arrivano ogni giorno. Un altro asset potrebbe essere l’oro o ancora il petrolio.

In alcuni periodi, negoziare sugli indici delle borse europee, americane e asiatiche è più semplice di quanto si creda.

Avvantaggiarsi delle news finanziarie è una pratica che si può svolgere giornalmente. Per iniziare occorrono solo tre cose:

  • Una piattaforma di negoziazione gratuita, fornita da un broker autorevole come 24option
  • Un portafoglio di siti per le informazioni aggiornate (es. Yahoo Finanza, Sole24ore, Bloomberg di Repubblica ecc.)

4. Spread

Lo spread è la differenza tra il prezzo bid e ask di un CFD, ovvero tra il prezzo che compare alla voce compra e quello che compare alla voce vendi.

Ricordiamo brevemente che quando si clicca su compra si apre una posizione al rialzo, mentre quando si clicca su vendi si apre una posizione al ribasso.

Ebbene, proprio sulla differenza tra prezzo bid e ask il broker ottiene il suo compenso per i suoi servizi. Quando si apre una posizione, lo spread viene detratto dal capitale disponibile e conteggiato nel conto profitti/perdite della singola operazione (è per questo che la posizione appare in perdita all’inizio).

Lo spread, va detto, è generalmente più basso delle commissioni tradizionali. Nel trading CFD, lo spread più basso è quello applicato al trading sul Forex.

Lo spread è importante anche per confrontare più broker CFD. Infatti, se si fa trading su pochi asset finanziari, è conveniente scoprire quali broker (regolamentati) applicano su quegli asset gli spread più stretti.

5. Leva finanziaria

La leva finanziaria è un meccanismo che consente ai trader di CFD di investire un capitale molto più basso rispetto a quello che si dovrebbe utilizzare nell’investimento tradizionale.

Ad esempio, con una leva di 1:30, anziché investire 1.000€ (e quindi uscire 1.000€ dal portafoglio) ne basterebbero solo 33€.

Di questo parleremo proprio nella prossima lezione.

Vai alla lezione 2 – La Leva Finanziaria

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