Il Metodo Contrarian e l’apporto David Dreman

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I Contrarian rappresentano una delle correnti di pensiero più conosciute tra i metodi di investimento

In questo articolo andremo a presentare il metodo Contrarian, un metodo d’investimento che tiene in considerazione l’aspetto emotivo del singolo investitore e della complessità degli operatori del mercato. Evitate di schedare questo articolo come una guida allo “restare distaccati” poiché in realtà i concetti che vi sono presenti sono molto profondi e messi a punto da grandi studiosi, che hanno fatto la storia dell’analisi dei mercati finanziari. Le loro parole vi apriranno la mente e anche le porte ad un trading più consapevole sui mercati azionari e non solo. Buona lettura!

Cos’è il metodo Contrarian?

Il bisogno di semplificare il processo decisionale al fine di effettuare un investimento può indurre ciascun investitore ad avere una visione miope del mercato, in quanto ci si concentra solo su alcuni dati ed informazioni di nicchia, le quali presumibilmente attraggono più di altre. Tutto questo impedisce di effettuare scelte obiettive e lungimiranti ed è spesso causa del fallimento di molte strategie attuate dagli investitori.

Il metodo Contrarian si basa per l’appunto su un’ipotesi molto chiara:

Emotività, ego ed altri fattori psicologici influiscono direttamente sul modo in cui prendiamo decisioni e possono rendere inefficaci le nostre scelte. Questo vale nella vita in generale, come nella scelta di investire o meno in un determinato prodotto finanziario.

Gli errori che si possono commettere a causa di un coinvolgimento emotivo sono i più pericolosi ed i più difficili da evitare poiché portano l’investitore ad identificarsi ed immedesimarsi con la scelta fatta, attribuendo un valore emotivo alla posizione assunta e diventando così delle vere e proprie trappole da cui è molto faticoso uscirne (avete presente l’espressione “sono un fallimento”?).

Tradotto in termini pratici tutto ciò significa:

  • Esporsi al rischio di perdite,
  • Non identificare chiari segnali operativi (ad esempio la fine o l’inizio di un trend)

Chi “sposa” il metodo Contrarian si concentra nell’evitare il coinvolgimento emotivo focalizzando la propria attenzione esclusivamente sui dati che possono consentirgli di anticipare il movimento del mercato.

Rischi ed errori da evitare

Ovviamente il metodo Contrarian non è immune da potenziali rischi infatti spesso si ha la tendenza alla verifica delle proprie analisi limitandosi ad osservare risultati ottenuti sul breve periodo.

L’investitore quindi osserva con molta più attenzione – per non dire avidità – elevate performance che attraggono proprio perché nettamente al di sopra della media del mercato, portandolo a pensare erroneamente che quelle stesse performance potranno continuare per un lungo periodo e pensando esclusivamente ai possibili profitti che potrà ottenere dall’ investire in quel determinato prodotto.

Questa tipologia di processo decisionale coinvolge spesso gli investitori inesperti e nei casi in cui molti individui condividono analisi simili relative ad un determinato titolo, questo stesso titolo vedrà una rapida crescita dei prezzi – nel caso in cui gli investitori abbiano deciso di acquistare prevedendo un aumento del suo valore – causando la gioia momentanea degli investitori stessi, i quali però rimarranno bloccati emotivamente nella posizione di acquisto. Spesso è proprio in tali condizioni che ci si avvicina alla fine 0 inversione di un trend e molti corrono il rischio di “rimanere con il cosiddetto cerino bruciato in mano”.

La tendenza a dare eccessivo valore alle notizie attuali relative ad una determinata azienda quotata, può indurre a prendere delle decisioni basandosi esclusivamente su quello che il contesto presente offre, senza fare un’analisi più approfondita e limitandosi alle poche informazioni di rilievo emerse nel recente passato. Il concentrarsi quasi esclusivamente su questo tipo di notizie non permette all’investitore di comprendere adeguatamente le dinamiche reali di mercato che sorreggono la valutazione di un determinato titolo e quindi possono essere alla base di una decisione sbagliata.

Questo è un errore molto comune soprattutto oggi, perché sebbene viviamo in un mondo di informazioni veloci che viaggiano alla velocità della luce con internet, la stragrande maggioranza degli utenti (e quindi degli investitori) si ferma alla lettura di un titolo, anziché approfondire con la lettura dell’articolo e in secondo luogo all’interpretazione dei dati effettivi riguardanti un determinato evento.

Regole da seguire nel metodo Contrarian

Il Metodo Contrarian è figlio di ciò che tutti noi conosciamo come Analisi Fondamentale, la quale si basa sullo studio degli utili, sulle prospettive future dell’azienda e sull’ impatto che le notizie hanno sulla stabilità delle quotazioni.

Proprio durante la fase di analisi degli utili spesso si ha la tendenza a concentrarsi su una quantità relativamente esigua di informazioni e l’eccesso di semplificazione può chiaramente indurre a degli errori di valutazione che avranno poi un effetto negativo sulle nostre decisioni in ambito finanziario, anche quando facciamo trading online.

Per evitare di incappare in un processo decisionale che parte da errate premesse è importante stabilire delle regole da seguire:

  • Osservare l’andamento di un titolo azionario nel lungo periodo e non limitarsi ad un’analisi sommaria relativa alle ultime settimane;
  • La storia si ripete, anche in finanza, e quindi è fondamentale osservare come il titolo si è comportato in determinati momenti storici a fronte di avvenimenti ciclici, come ad esempio la pubblicazione dei risultati trimestrali o lo stacco del dividendo;
  • Non avere fretta di ottenere risultati positivi nel giro di poco tempo;
  • Non lasciarsi allettare da performance sbalorditive.

Come anticipato poc’anzi, l’analisi fondamentale nel trading azionario è alla base del Metodo Contrarian e, nello specifico, il parametro più importante che deve divenire oggetto dell’ attento studio dell’investitore è l’utile di esercizio.

La questione del breve termine

Anche per orizzonti temporali di breve termine non è assolutamente facile prevedere gli utili di un’azienda in quanto i fattori implicati dipendono da un’innumerevole quantità di dati, la maggioranza dei quali spesso non disponibili. Proprio per questo motivo si ha la naturale tendenza a dare maggior valore a quelle informazioni che hanno un impatto emotivo molto elevato e che attirano l’attenzione della massa come:

  • Rapida crescita dei prezzi
  • Notizie eclatanti
  • Performance percentuali a doppia cifra

Le reazioni degli investitori

Ciò che risulta invece più semplice da prevedere è la reazione emotiva da parte degli investitori alla pubblicazione dell’andamento reale degli utili, inclusi clamorosi errori di previsione degli stessi. I risultati attesi giocano quindi un ruolo fondamentale:

  • Ad utili inferiori alle attese, seguono in genere forti vendite e quindi una pressione ribassista che causa il crollo delle quotazioni in borsa di un titolo;
  • Ad utili superiori alle attese, seguono in genere forti acquisti e quindi una pressione rialzista che causa il picco delle quotazioni in borsa di un titolo.

Il Metodo Contrarian focalizza la sua attenzione sulla reazione degli investitori, eliminandola dal processo decisionale per potersi concentrare sulle numerose informazioni che la massa degli investitori ignora. L’analisi fondamentale eseguita con questo tipo di approccio consente di individuare aziende che hanno un reale valore e delle altrettanto reali prospettive di crescita per il futuro.

E’ quindi evidente che un approccio di questo tipo, scevro di informazioni viziate dall’emotività del momento, garantisce un risultato più obiettivo e quindi aumentano le probabilità che, in un orizzonte temporale adeguato, si realizzi quanto previsto.

L’apporto di David Dreman

Continuando a parlare del Metodo Contrarian non si può non menzionare un personaggio di assoluto spessore che gode della stima degli investitori a livello internazionale. Stiamo parlando di David Dreman.

David Dreman, nato a Winnipeg (Canada) nel 1936, è un investitore che ha fondato ed è presidente di Dreman Value Management, una società di investimento.

Dreman ha pubblicato molti articoli accademici e ha scritto quattro libri, oltre a pubblicare regolarmente una rubrica per la rivista Forbes. Dreman è nel consiglio di amministrazione del Institute of Behavioral Finance, editore del Journal of Behavioral Finance. E’ un attento studioso del mercato azionario e dei processi psicologici che stanno alla base del movimento del prezzo e il pensiero da lui sostenuto è il seguente:

“Le quotazioni azionarie ed i mercati nel loro insieme non sono assolutamente razionali bensì sono guidati dalle emozioni, che in molti casi generano degli eccessi nei prezzi che arrivano a non rappresentare correttamente il “valore intrinseco” di un determinato strumento finanziario.”

La bibliografia di David Dreman si compone di titoli quali:

  • Psichology and the stock market,
  • Contrarian Investment strategy – The Psychology of stock market Success
  • Contrarian Investment Strategies : the next generation: beat the market by going against the crowd.

Partendo da questo presupposto quindi, si struttura il Metodo Contrarian che diviene una vera e propria strategia di investimento che ha come obiettivo il generare dei profitti sfruttando gli errori di giudizio della massa ed evitando quei titoli azionari preda dell’euforia del momento. L’investitore Contrarian sceglierà quindi strumenti finanziari solidi nel tempo i quali hanno statistiche passate che assicurano rendimenti futuri stabili. Ottimi spunti il metodo Contrarian li offre anche per il Forex trading.

Dreman spiega che per ottenere un buon rendimento e battere il mercato, si debbano evitare quelle società i cui titoli azionari hanno un rapporto P/E (Price/Earnings Ratio – Prezzo/Utili) troppo elevato, facendo particolare attenzione alle “nuove” società recentemente quotate in borsa in quanto risulta difficili fare un’analisi fondamentale e reperire sufficienti dati per avere una base statistica obiettiva. Spesso sono proprio questi titoli a divenire preda di comportamenti speculativi e quindi pericolosi per l’investitore che cerca un rendimento a basso rischio.

Questo tipo di approccio ai mercati richiede pazienza, studio e disciplina in quanto come ben spiegato in precedenza, non ci si lascia ingolosire da ciò che potrebbe far leva sull’ avidità e sul cercare facili guadagni in un orizzonte temporale di breve termine.
Può apparire noioso e non in linea con quanto si potrebbe pensare in merito all’ operare in borsa ed al guadagnare investendo in azioni – spesso dipinto come un processo adrenalinico di compra/vendita – ma di certo sul lungo periodo il Metodo Contrarian porta a generare dei guadagni ed aumentare il proprio capitale, che rimane pur sempre l’obiettivo ultimo e più nobile per ciascun investitore.

Dreman e il Rapporto Prezzo/Utili adeguato

Senza alcun dubbio il rapporto Prezzo/Utili (PE) riveste un’importanza assoluta nella valutazione di un titolo azionario. Eppure anche questo importante dato è soggetto a due fenomeni ciclici che lo colpiscono e che si riversano sul valore effettivo di una società:

  • Periodi di sottovalutazione
  • Periodi di sopravalutazione

Queste fasi che si alternano e che influiscono sul prezzo di un titolo sono consequenziali a ciò che avviene nei processi di analisi e valutazione da parte del pubblico degli investitori, i quali incontrano ostacoli nell’interpretare il reale valore di un titolo ed ostacoli nel non farsi coinvolgere emotivamente nei momenti in cui appaiono notizie o performance sensazionali.
Riassumendo quindi, l’investitore deve lottare contro errori di tipo:

  • Interpretativo,
  • Comportamentale

La prima tipologia di errori, ovvero quelli interpretativi, racchiudono tutte quelle informazioni che compongono il bacino dal quale l’investitore ed analista attinge per effettuare una valutazione corretta del futuro valore che potrà avere una società.
La seconda tipologia di errori, ovvero quelli comportamentali, si riferiscono alla reazione emotiva dell’ investitore a quella che viene avvertita come l’opinione della massa.

“Pagare troppo per società che attraggono con prospettive rosee al presente e reagire troppo negativamente a prospettive deboli al presente, sono entrambi grandi errori”, dicono Dreman e Graham.

I parametri oggetto dello studio

In questo contesto di disequilibrio tra realtà e percepito, entrano in campo gli investitori Contrarian, i quali si sforzano di valutare la situazione da un punto di vista esterno ed obiettivo puntando sulla correzione in un periodo di tempo ragionevole –solitamente un anno circa – di questi eccessi.

Parametro dell’ Alto rapporto prezzo/utili (PE)

Questo tipo di azioni attirano ovviamente la maggioranza degli investitori che spesso si limitano ad un’analisi approssimativa. Un alto rapporto P/E nella maggioranza dei casi non è sostenibile nel tempo e rende quindi questi titoli soggetti a variazioni, anche repentine, del loro valore sul mercato. Ciclicamente avviene un processo definito “rotazione di settore” ed è in questi momenti in cui la percezione di cosa è ritenuto più favorevole cambia, a volte in modo inaspettato per la maggioranza, riportando le cose alla “normalità” ovvero ristabilendo il rapporto P/E di un titolo ad un valore adeguato.

Dreman afferma che nel suo portafoglio titoli tende a prediligere società con un basso rapporto P/E, fino a raggiungere il 40% circa dei suoi investimenti. Le opportunità per un investitore accorto e contrarian non mancano e per trovarle anche semplici analisi basate sul rapporto P/E possono rivelarsi un efficace metodo.

Qui di seguito parleremo dei dividendi. Per ulteriori informazioni su tale argomento vi consigliamo di visitare la nostra guida su come investire in Borsa.

Parametro dei Dividendi

Altro errore da evitare è però quello di sviluppare ed utilizzare processi di valutazione ed analisi troppo complessi. Uno di questi riguarda lo studio dei dividendi, che vengono periodicamente aggiornati da parte delle società quotate.

Un modo per usare i dividendi come parametro delle proprie analisi è considerarlo come una sorta di paracadute per l’investimento effettuato. In genere società con alti dividendi rivelano solidità e, come afferma lo stesso Dreman, dividendi alti nel tempo possono anche aumentare.

Parametro del rapporto Dividendo/Utili

Per contro, un basso dividendo può sempre diminuire ed in genere società che offrono dividendi irrisori non rappresentano un buon investimento, quantomeno per chi non ama il rischio. Va quindi preso seriamente in considerazione il rapporto Dividendo/Utili che rappresenta la parte degli utili pagata agli azionisti.

Secondo questo parametro quindi, meglio evitare le piccole società in forte espansione in quanto la liquidità a disposizione difficilmente verrà elargita agli azioniste bensì reinvestita nella crescita della stessa impresa.

E’ quindi utile e vantaggioso stabilire un livello minimo di rendimento (rapporto Dividendo/Utili) al di sotto del quale non è opportuno espandere la nostra ricerca. Nel far questo però l’investitore dovrà anche tenere in considerazione il fatto che la ricerca di un rendimento troppo elevato filtrerebbe forse in modo eccessivo le società che si sta valutando dando priorità solamente a quelle società che pagano dividendi molto elevati.

Se un alto dividendo potrebbe rappresentare di per sè una garanzia, d’altra parte un rapporto Dividendo/Utili troppo alto potrebbe mettere a rischio la crescita della società nel lungo periodo ed anche questo va considerato. Inoltre è importante valutare la politica dei dividendi che la società ha attuato negli ultimi anni, in quanto un tasso di crescita dei dividendi è di per sé un indice della salute della società stessa.

Scegliere medie e grandi imprese

Quando l’investitore inizia con la sua analisi fondamentale dei titoli deve, praticamente sin da subito, scegliere se allargare la propria ricerca a tutti i settori, tipologie e dimensioni delle società quotate in borsa. Questo primo filtro auto-imposto risulta di grande utilità ai fini di identificare uno specifico target di società nelle quali investire.

“Meno esperienza ha l’investitore quanto più grande dovrà essere la società nella quale investe.”

Perchè investire in medie e grandi imprese?

Società di grandi dimensioni danno generalmente più ampie garanzie. Lo stesso Dreman sottolinea che un aspetto importante per una società è la capacità di mantenere sotto controllo il modo in cui opera nel proprio settore di riferimento e questa caratteristica appartiene alle grandi imprese, in quanto:

  • hanno un adeguato apparato manageriale e finanziario
  • possono gestire momenti in cui il mercato attraversa un rallentamento od una crisi
  • se le società fanno un passo falso, hanno maggiore margine di gestione e recupero
  • difficilmente incappano in “cavilli contabili”
  • hanno maggiore visibilità sul mercato

Tutti questi aspetti, che chiaramente spingono verso un invenstimento in società di grandi dimensioni, vanno però contestualizzati nella moderna economia che ha come principale caratteristica la dinamicità. Società oggi forti e competitive potrebbero in breve tempo, se non stanno al passo con i rapidi cambiamenti, perdere il loro appeal finanziario ed invertire il loro trend.

Viceversa va anche detto che grandi società che hanno attraversato momenti difficili in passato, vengono più facilmente notate dalla massa quando le cose migliorano essendo anche più mediaticamente esposte alla critica quanto agli elogi. Applicando questo semplice concetto alla stagione delle trimestrali in cui vengono pubblicati gli utili, è facile immaginare quanto dei buoni risultati di una grande società recentemente posta sotto la lente di ingrandimento, perché stava attraversando un momento di difficoltà, possano attirare gran parte degli investitori che saranno disposti a comprare delle azioni generando così un rialzo dei prezzi.

Contabilità e forza finanziaria: aspetti da considerare

La lettura dei dati contabili relativi ad un’azienda è sempre argomento controverso in quanto, seppur si tratta di numeri e la matematica non è un’opinione, il modo in cui vengono valutati questi dati portano ad una valutazione diversa degli utili presentati. Soprattutto le grandi società sono oggetto di analisi approfondite da parte di specialisti ed anche da parte delle autorità competenti che effettuano attente revisioni contabili palesando i risultati alla luce del sole.

Ogni investitore deve quindi valutare attentamente i report presentati dalle società e David Dreman consiglia:

“prestate particolare attenzione alle note a piè pagina ed evitate società che presentano report zeppi di note”.

Gli investitori contrarian devono considerare, tra i parametri fondamentali, anche la forza finanziaria di una società. Per forza finanziaria si intende la capacità di una società di reagire ad un momento difficile dal punto di vista finanziario, che genera una perdita di appeal per i propri titoli e generalmente ha come naturale conseguenza la riduzione dei dividendi pagati dalla stessa società.

Un modo per valutare la forza finanziaria di una società è prendere in considerazione due parametri:

  • Rapporto corrente, dato da attività correnti / passività correnti
  • Rapporto debito/capitale proprio

Oltre a questi due utili parametri, diventa importante fare un attento esame di altri aspetti per avere un’idea chiara di come una società reagisce ai cambiamenti del mercato sul lungo periodo, dimostrando quindi una forza finanziaria intrinseca. Ecco un elenco di questi aspetti:

  • Passività lungo periodo / capitale* espresso in percentuale
  • Passività totali / attività totali (particolarmente importante perché include valori relativi a breve e lungo periodo)*include obbligazioni, capitale proprio e prestiti capitalizzati.

Conclusioni

Rimane quindi compito dell’investitore individuare quale rischio è disposto a correre. Esistono investitori prudenti, moderati ed aggressivi ed a seconda della propensione al rischio che caratterizza ciascun individuo, assumerà più o meno importanza la dimensione delle società in cui investire il proprio denaro. Anche per quanto riguarda il debito di una società, non esiste un livello prestabilito per cui una società possa essere considerata un sicuro investimento, ma è sicuramente degno di nota prendere in considerazioni quelle società che hanno il rapporto passività totali/attività totali inferiore alla media del loro settore di riferimento.